Tk-Ast

di F. T. e M. T.

«Il vertice di Ast rimane immutato. La dottoressa Lucia Morselli resta amministratore delegato dell’azienda. Ogni ipotesi di variazione dei vertici aziendali deve ritenersi, pertanto, non confermata». Ventisei parole. Per dire che quelli di Trenord dovranno fare a meno della donna, forse, al momento meno amata a Terni e dintorni.

La nota La stringatissima comunicazione dell’Ast, comunque, per adesso almeno sgombra il campo dai dubbi: lunedì pomeriggio, al ministero dello sviluppo economico, lei ci sarà. Poi, magari più avanti, si vedrà.

Le tensioni Ma che, forse le cose non sono andate come si aspettava, appare ormai  chiaro. O, sempre forse, Lucia Morselli è stata semplicemente messa in minoranza proprio da chi l’aveva chiamata a Terni per sfruttare le sue qualità di ‘dirigente di ferro’, uno di quei tipi che quando ci sono società da ‘ristrutturare’ e teste da tagliare, non si fa tanti scrupoli.

Cambio in corsa Sia come sia, il fatto che di Lucia Morselli, due mesi e due giorni dopo aver sostituito Marco Pucci nel ruolo di amministratore delegato di Ast, si sia parlato, in pompa magna, come del nuovo amministratore delegato della Trenord, la società che gestisce il sistema ferroviario della Lombardia, resta un episodio tutto da chiarire.

I commenti Basti pensare a quello che aveva detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: «Sono soddisfatto per la nomina e le formulo gli auguri di buon lavoro per il compito che le è stato affidato». Mentre Norberto Achille, presidente del gruppo Ferrovie Nord Milano, aveva spiegato che«si tratta di una scelta di altissimo profilo ed è una notizia positiva che risponde alle esigenze di crescita e miglioramento di Trenord», garantendo che il passaggio ufficiale avverrà entro pochi giorni.

Ast all’oscuro In casa Ast, però, si erano dette, da subito, cose diverse. Tipo che Lucia Morselli non ha comunicato di volersene andare, che le due cariche non sarebbero incompatibili e che, insomma, secondo viale Brin sarà ancora lei a sedere al tavolo di trattativa, lunedì prossimo, al ministero dello sviluppo economico.

I dubbi Resta difficile pensare, comunque, che ThyssenKrupp possa lasciar gestire una trattativa così delicata ad un’amministratore delegato part time. E allora riparte la girandola delle ipotesi: si potrebbe trattare di un’operazione ‘in corso’ e, quindi, l’impegno di Morselli potrebbe essere quello di portare a termine il lavoro a Terni per poi passare ad altro, o magari quelli di Trenord hanno ‘bruciato’ una trattativa che doveva rimanere riservata.

Renzi e gli indiani Interesse, intanto, ha suscitato la notizia che il premier, Matteo Renzi ha incontrato nella Prefettura di Firenze,  il presidente del colosso indiano dell’acciaio Jsw Steel, Sajjan Jinda. Nel corso dell’incontro, al quale ha partecipato anche il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, si sarebbe parlato soprattutto delle acciaierie Lucchini di Piombino, che gli indiani vorrebbero comprare. Ma magari non solo quelle.

I sindacati Le organizzazioni sindacali ternane, intanto, mettono l’accento su un paio di questioni che nei prossimi giorni saranno di stretta attualità. «La proposta del governo – dicono – rappresenta paradossalmente solo l’avvio di un confronto. Se per ottenere ciò sono state necessarie 100 ore di sciopero, un mese di iniziative, 15 ore di trattativa al Mise, siamo consapevoli del fatto che il percorso che sta per cominciare sarà tutto in salita». L’auspicio, dicono «è che si svolga in un clima più sereno e meno conflittuale, gettando le basi per una nuova fase del confronto improntato sui contenuti veri del piano industriale per trovare quelle soluzioni che tengano insieme le ragioni dell’azienda volte ad un contenimento dei costi e le ragioni del sindacato che mirano al mantenimento delle quote commerciali; allo sviluppo attraverso gli investimenti; al consolidamento delle produzioni e dei livelli occupazionali; alla salvaguardia di un polo industriale di eccellenza e strategico del sistema produttivo italiano. Lunedì prossimo alle 15 al Mise sarà il primo banco di prova».