di Francesca Torricelli

Istituire una cabina di regia permanente per il coordinamento degli interventi contro la povertà, per evitare inutili sovrapposizioni di servizi e la dispersione di risorse preziose.

L’accordo La direzione dei servizi culturali e sociali del comune di Terni ha stretto un patto con alcune delle più importanti e radicate associazioni che operano nel volontariato cittadino, dando vita ad un ‘Accordo quadro per la realizzazione di interventi di contrasto dell’esclusione sociale e della povertà estrema e per il coordinamento contro le nuove povertà’. L’accordo, che è stato sottoscritto tra le zone sociale numero 10 e 11 di cui sono capofila i comuni di Terni e Narni, l’Ater Umbria e le associazioni Sant’Egidio, San Martino, San Vincenzo De’Paoli e nuova Arci, prevede la razionalizzazione e la messa a sistema degli interventi di aiuto che puntano a prevenire l’impoverimento della popolazione.

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La necessità Tutto è nato «dalla riflessione collettiva suscitata dalla partecipazione al convegno sulle povertà svoltosi lo scorso luglio – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Stefano Bucari – che hanno portato gli enti istituzionali e le associazioni di volontariato a prendere coscienza della necessità di istituire una cabina di regia permanente per il coordinamento degli interventi contro la povertà ed il crescente impoverimento con conseguente esclusione sociale e marginalità. Questo per evitare inutili sovrapposizioni di prestazioni di servizi ed interventi con la relativa dispersione di risorse preziose in un’epoca di bisogno crescente».

Gli stabili Si intende riposizionare al centro della città «quelle famiglie monogenitoriali ed unipersonali che sono prive dei beni strumentali per procurasi l’indipendenza», ha aggiunto l’assessore. Nell’ambito dell’accordo «si sono offerti e si offriranno per tutto l’anno in corso interventi e servizi di mutuo-aiuto, con attività di supporto ai servizi comunitari, di aiuto domiciliare rivolti ai cittadini con lievi fragilità e di attività ricreative. Di sostegno alla domiciliarità per proseguire l’obiettivo della permanenza al domicilio anche attraverso la promozione della coabitazione. Grazie all’Ater sono state messi a disposizione 15 appartamenti di circa 40 metri quadri».

Il sociale Interventi anche «di supporto alla progettualità personalizzata per l’inclusione sociale di persone in condizioni di fragilità, di servizio di filtro orientati all’accompagnamento e alla conoscenza ed all’utilizzo di risorse istituzionali e comunitarie. Inoltre cercheremo di aumentare la disponibilità di vestiario e di alimenti, come di prendere sempre più accordi con la Asl e l’Azineda ospedaliera per la prevenzione della salute».

I numeri Per aiutarci a capire meglio la situazione attuale, Francesco Venturini, presidente dell’associazione di volontariato San Martino ha illustrato che «nel 2013 la Caritas ha distribuito 37 mila pasti caldi (il 29% in più del 2012); 7500 pacchi alimentari (il 20% in più); 2151 capi d’abbigliamento (il 27% in più); 1426 prodotti per l’igiene personale (compresa la carta igienica)». Il dato che Venturini vuole sottolineare è che «il 50% di questi dati si riferisce a italiani».

Sinergia Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sottolinea la «forte disuguaglianza sociale tra i ‘ricchi’ e i ‘poveri’. Il nostro scopo è quello di mettere in campo strategie per cercare di recuperare un equilibrio. È la prima volta che si stabilisce un ‘patto’ del genere, fino ad ora tutti gli interventi avvenivano solo grazie alle possibilità dei singoli soggetti, ora si farà forza sulla sinergia e sulle capacità comuni».