F.T.
Otto metri cubi di immondizia, uno dei tanti ‘regali’ dell’alluvione che lo scorso novembre ha messo in ginocchio l’orvietano e il marscianese. A raccoglierli sono stati i volontari dell’oasi Wwf del lago di Alviano, durante la prima giornata di ‘pulizia’. La struttura compie così un altro passo fondamentale verso la rinascita, dopo la riapertura celebrata a marzo.
La rinascita Dopo lo scoramento dovuto allo ‘tsunami’ che aveva distrutto buona parte delle strutture, i volontari dell’oasi di Alviano si erano subito messi al lavoro per ripartire. Una ricostruzione tutt’altro che terminata, ma che giorno dopo giorno non si è mai fermata. Sabato 15 giugno la rinascita dell’oasi ha vissuto un’altra tappa importante, con la prima giornata di ‘pulizia’. Per realizzarla, i volontari hanno dovuto attendere il caldo di giugno: «ora finalmente si riesce a camminare nel bosco senza sprofondare nel fango».
«Dateci una mano» La giornata di raccolta, fortemente voluta dal direttore dell’oasi Wwf Alessio Capoccia e organizzata con il contributo fattivo di associazioni, aziende e gruppi come Scianca, la scuola ‘Velta’ di Karate, l’agriturismo ‘Frallarenza’, il gruppo ‘Siluro Tevere’, la compagnia ‘NonCompany’ di danza, si è svolta in una giornata caldissima che ha messo a dura prova i volontari. Plastica, polistirolo, bombole di gas, bottiglie di vetro e decine di altri rifiuti, anche pericolosi e conferiti in discarica grazie alla collaborazione di Protezione civile e comune di Guardea: totale, otto metri cubi. «La giornata – afferma Alessio Capoccia – ci ha permesso di riflettere sulla necessità di una gestione attenta e responsabile del territorio e delle sue risorse, se non vogliamo nuovamente essere colpiti dalla furia della natura. Molto è stato fatto per la rinascita dell’oasi, ma ancora tanto ci sarà da fare e accoglieremo con immensa riconoscenza tutti coloro che si offriranno di aiutarci in futuro».
