La cucina distrutta dal rogo

di F.T.

Tre anni fuori dalla propria casa sono duri da digerire. Soprattutto se l’abitazione in questione è stata resa inagibile da un incendio causato da uno sbalzo di corrente. Tre anni di spese, disagi, soluzioni arrangiate. E soprattutto di mancate risposte: «Qui vanno avanti rimpallandosi le responsabilità, ma a noi e alla nostra situazione non ci pensa nessuno». Lo sfogo è di Maurizio Tosone, 53 anni. La sua casa di Villaggio Campomaggio, dove ha vissuto per venticinque anni con la moglie e il figlio, è finita letteralmente in fumo tre anni fa.

La storia Il 13 ottobre del 2010, durante alcuni lavori di scavo in zona, gli operai di una ditta edile tranciano un cavo elettrico. L’Asm si attiva subito per la riparazione ma durante l’intervento – stando al perito nominato dal tribunale – parte uno sbalzo di corrente che danneggia diverse apparecchiature e fa partire il rogo incriminato. Nel giro di pochi minuti le fiamme distruggono la casa – inclusi mobili, elettrodomestici e vestiti – portandosi via anche i ricordi di una vita.

I problemi «In tutto questo tempo – racconta Maurizio Tosone – ci siamo dovuti adattare pagando l’affitto. Al momento siamo ospiti di mia suocera mentre mio figlio sta in un piccolo appartamento che era di mio padre e che abbiamo dovuto sistemare in fretta e in furia per renderlo abitabile. La casa è inagibile e non abbiamo potuto ristrutturarla perché non ci sono i soldi. I pochi che avevamo, li abbiamo spesi per fronteggiare l’emergenza. A causa dello stress, ho dovuto subire anche un ricovero in ospedale».

Il legale La famiglia Tosone si è rivolta ad un legale, l’avvocato Ilaria Molinari, per venire a capo della vicenda: «Abbiamo fatto il possibile per cercare un accordo extragiudiziale ed evitare di rivolgerci al tribunale – spiega -. Purtroppo le compagnie assicuratrici di Asm e del soggetto privato coinvolto hanno dato vita a un rimpallo di responsabilità che non ha portato a nulla».

La perizia Per fare chiarezza in tempi certi, il legale ha chiesto e ottenuto dal tribunale la nomina di un perito: «Il consulente tecnico – afferma l’avvocato – nel luglio dello scorso anno ha depositato l’elaborato peritale, individuando la causa del rogo nel rilancio di corrente da parte dell’Asm ed ha stimato i danni in circa 60mila euro. Nonostante ciò, ad oggi non è stato possibile concludere alcun accordo».

Parti in causa I tempi previsti per il giudizio di merito da parte del tribunale non si preannunciano brevi. L’Asm, rappresentata dall’avvocato Laura Chiappelli, ha chiesto una nuova perizia perché la prima contrasterebbe con la relazione stilata dai vigili del fuoco intervenuti sul luogo dell’incendio. Contestualmente l’azienda multiservizi ha chiamato in causa la ditta privata che ha causato il danno iniziale. Quest’ultima, attraverso l’avvocato Patrizia Bececco, declina ogni presunta responsabilità. Intanto il tira e molla prosegue, con la famiglia ancora senza casa.

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