di M. To.
La loro presenza non è numericamente paragonabile a quella di altre realtà, ma quella degli studenti universitari stranieri, a Terni, rappresenta un elemento interessante, soprattutto in funzione di una sempre migliore integrazione delle comunità immigrate.
LiberaMente Per il terzo anno consecutivo, l’associazione LiberaMente ha ripetuto, sabato a ‘La siviera’ l’esperienza del ‘pranzo multietnico’, una giornata nel corso della quale gli studenti universitari stranieri – provengono da Albania, Cambogia, Camerun, Colombia, Kosovo, Palestina, Spagna e Stati Uniti – e quelli italiani, hanno condiviso cibi cucinati secondo le varie tradizioni, musica e iniziative varie.
Lo scopo Quello che LiberaMente si propone, spiega Giulia Caroppo, «è fare in modo che la parola integrazione non resti, appunto, solo un modo di dire, ma che entri a far parte di un preciso modo di pensare, non solo dei giovani che vengono in Italia per studiare o di chi, come noi, ritiene che siano un importante valore aggiunto, ma anche della società nel suo complesso».
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La giornata A fare da sottofondo alla giornata è stata la musica diffusa da ‘Radiofonica’, la radio ufficiale dell’ateneo, ma anche suonata dal vivo del gruppo ‘Concabbanda’. Tra le cose interessanti, segnala Cristiana Petrignani, «c’è l’iniziativa del book crossing, per lo scambio di libri tra di noi studenti, ma che porteranno alla donazione di testi in lungue straniere alla biblioteca comunale».
Le iniziative Nei giorni scorsi, invece, c’erano stati due incontri tra gli stessi studenti e i rappresentanti dell’università, «nel corso dei quali ci siamo scambiati informazioni che possono risultare utili a chi deve studiare, ma anche a chi deve metterci – dicono gli studenti – nelle migliori condizioni per poterlo fare».
