Un rendering del 'Tripod', la passerella

di Marta Rosati

Il 14 maggio sorso il responsabile unico del procedimento, l’architetto Meloni, ha validato il progetto esecutivo  del percorso pedonale sopraelevato  che farà da collegamento tra la stazione ferroviaria e via Proietti Divi. Con una delibera di giunta, Palazzo Spada, preso atto del parere favorevole di tutti i tecnici coinvolti nell’iter di verifica di fattibilità dell’opera e della variante applicata al progetto originario, si è adoperato per reperire nuove risorse economiche: dal primo progetto esecutivo approvato, il costo dell’opera è salito di 1.074.884,05 per un totale complessivo di oltre 4 milioni di euro.

Delibera Con lo stesso atto ha impegnato il Rup a trasmettere i termini della stessa variante all’Autorità nazionale anticorruzione, come previsto dalla legge. Nella documentazione dedicata alla realizzazione dell’opera, non si fa riferimento ai tempi di consegna dei lavori, ma è certo resta difficile credere che siano rispettati quelli precedentemente annunciati visto l’imprevedibile allungarsi delle procedure preliminari.

L’opera Il percorso ciclo-pedonale sarà largo 3,21 metri e lungo 175. La passerella sarà formata da due diversi segmenti: uno strallato e curvilineo di 122,5 metri sostenuto da tre piloni in acciaio alti 55,5 metri al massimo; all’interno del tripode posto al centro, da due anelli partiranno i tiranti verso le due estremità. Un altro segmento lungo 52,6 m sarà invece costituito da un ponte rettilineo che oltre al basamento del tripode avrà altri 4 appoggi. Per accedere alla passerella dal parcheggio, vi saranno una scala e un ascensore, atto ad ospitare anche biciclette. Lo stesso varrà per l’accesso alla stazione dalla passerella, e viceversa. Acciaio inox a vista e tiranti opportunamente illuminati, oltre a tutta l’opera nel suo complesso, dovrebbero in generale conferirle un discreto fascino.

Progetto Dopo l’aggiudicazione dell’appalto di gara all’impresa Research Consorzio stabile scarl, in associazione con la srl ferone pietro  & c., avvenuta nel febbraio 2014. Nonostante ‘aspetti tecnici’ emersi solo in corso di iter (in particolare la presenza di vani interrati, dei quali Ferrovie dello Stato non aveva reso nota l’esistenza), a maggio del 2014 l’amministrazione comunale ha proceduto ad una prima approvazione del progetto esecutivo, relativamente ai profili amministrativo, architettonico, strutturale ed impiantistico. Sullo stesso progetto nel medesimo periodo erano stati avviati i lavori della Conferenza dei servizi, composta fra gli altri da responsabile unico del procedimento (Rup), tecnici, personale amministrativo, rappresentanti di Rete ferroviaria italiana (Rfi) in particolare l’azienda Centostazioni che si occupa di riqualificazione delle stazioni, l’appaltatore e il Servizio vigilanza sulle costruzioni della Provincia di Terni.

Rapporti Messi nero su bianco anche i termini del rapporto tra il Comune, Rfi e Centostazioni in merito alla realizzazione dell’opera, sono state dichiarate vincolanti le prescrizioni delle società Fs, ragion per cui  il computo dei lavori, da una seduta di Conferenza dei servizi all’altra, è lievitato di oltre 1 milione di euro e i tempi di avvio dei lavori si sono allungati, nel rispetto delle normative vigenti in materia e includendo necessari passaggi di verifica dei profili legati alla sicurezza e quindi gli aspetti sismici, idrogeologici, quelli legati alle barriere architettoniche e ai flussi del vento. Verifiche che hanno coinvolto anche Sii, Asm e Consorzio Tevere Nera.

Elementi migliorativi Ferrovie dello Stato, ecco il motivo dell’incremento  dei costi (+36,44 % dell’importo contrattuale), ha chiesto di implementare e adeguare il progetto con la previsione di interventi migliorativi. Innanzitutto ha proposto la disposizione di ponteggi per mantenere lo stato e la fruibilità dei luoghi interessati dal cantiere (strade, piazzali, protezione binari), ma poi anche l’inserimento di apparecchi d’appoggio, pavimenti di rivestimento, elementi di carpenteria metallica, verniciatura della struttura del ponte, aggiunta di un muro per ridurre rischi d’impatto sui basamenti dell’opera, materiali lignei di maggiore pregio  per evitarne l’usura e infine finiture ed apparecchi illuminotecnici.

Soldi Per reperire i fondi aggiuntivi, a questo punto resisi necessari, il Comune ricorrerà al sostegno economico della Regione Umbria nell’ambito del Pac (piano di azione e coesione), del Por-Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e nell’architettura finanziaria del Pit (Progetto integrato territoriale), garantendo la copertura necessaria sia alla realizzazione del passaggio pedonale rialzato, sia alla sistemazione del parcheggio in via Proietti Divi, mantenendo il bilanciamento 80% e 20% tra cofinanziamento regionale e comunale e rispettando i vincoli connessi al riaccertamento straordinario del blancio.

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