L'ingresso dell'istituto Leonino

di Marco Torricelli

Adesso è chiaro. Dietro all’azzeramento della vecchia gestione – e alla sua sostituzione – dell’istituto ‘Leonino’, la scuola cattolica ternana, ci deve essere qualcosa che non è stato raccontato. Il nuovo direttivo, nei giorni scorsi, aveva smussato gli angoli, o almeno ci aveva provato, ma non è servito.

La sortita Dopo l’ex dirigente scolastico, don Gianni Colasanti, che aveva parlato della sua amarezza con Umbria24, adesso a prendere posizione è un insegnante, ma non uno qualsiasi. Il professor Giancarlo Castellani, infatti, è responsabile del Movimento ecclesiale di impegno culturale e le sue parole suonano come un duro atto di accusa.

«Colpo di stato» Il professor Castellani non usa mezzi termini: «Quella dell’istituto Leonino è una vicenda che ha dell’incredibile, simile ad un colpo di stato. A soli pochi giorni dalla ordinazione episcopale il nuovo vescovo, padre Giuseppe Piemontese, invitava il professor don Gianni Colasanti a dare le dimissioni da dirigente scolastico dell’istituto Leonino, nominava nel nuovo Cda e nel consiglio di indirizzo della scuola persone che, ad eccezione di un docente del liceo classico di Terni, (il nuovo dirigente scolastico, il professor Fausto Dominici; ndr) sono del tutto estranee al mondo della scuola ed alle problematiche ad esso connesse»

Lo stile Secondo Castellani «è mancato lo stile umano di incontrare e parlare con le persone, in modo prioritario con il personale dell’istituto, che sono radicate nel mondo della scuola e portano frutti della loro lunga esperienza, educativa e didattica. Non sono stati ascoltati né il preside né il corpo docente dell’istituto, né si è tenuto conto delle riflessioni del consiglio di istituto, a suo tempo formulate. Tutti sono stati ignorati. Migliore sorte ha avuto il lebbroso abbracciato e baciato da san Francesco d’Assisi».

I sospetti Il nuovo consiglio di amministrazione, dice il professor Castellani, «si è insediato assumendo atteggiamenti tendenti a provocare sospetti verso la gestione precedente e senza attenzione verso parte del personale della scuola, trattato senza quel rispetto dovuto a chi lavora e ricordato autorevolmente in questi giorni quando si è parlato dell’Ast».

Il bilancio Il tutto, secondo il docente, «viene giustificato con il bisogno di un rilancio dell’immagine della scuola e del risanamento del bilancio, ufficializzato con una perdita di un milione di euro. Ma questo non risponde affatto alla verità: la regolarità dell’amministrazione era stata riconosciuta in una pubblica riunione dallo stesso amministratore apostolico, monsignor Ernesto Vecchi e Il bilancio di fine mandato del vecchio Cda dà esiti del tutto diversi da quelli fatti conoscere al pubblico».

La trasparenza Ecco, per la verità sarebbe interessante vederlo, questo bilancio: «È stato presentato da tempo al vescovo – dice Castellani – ed è stato richiesto che venga pubblicizzato al più presto. Il buco del bilancio e lo spettro della chiusura del Leonino sono stati usati come falso pretesto per rimuovere il dirigente scolastico, tutto il vecchio Cda e procurare incertezze e perplessità nel personale della scuola».

Le accuse Poi il professor Castellani la dice chiara: «Tutto è nato perché c’è chi nel nuovo consiglio, per posizioni personali, ha preparato il terreno per il sovvertimento gestionale, didattico e amministrativo, trovando nell’amministratore apostolico monsignor Vecchi la sponda utile. Da parte di qualcuno di loro è stato tato affermato con soddisfazione di aver riportato, dopo tanti anni di attesa, una grande vittoria e di essere felici di avere ora in mano la scuola».

La difesa Secondo Castellani, a difesa di don Gianni Colasanti, il dirigente scolastico sostituito, «c’è tutta la sua vita di persona rispettata, eccellente professore, ottimo dirigente scolastico sotto la cui direzione la scuola ha conseguito risultati di prestigio. A difesa del corpo docente parla la presenza umile, instancabile e altamente professionale degli insegnanti che si son dedicati alla formazione di persone capaci di operare per una società più giusta e accogliente. I risultati riportati dagli alunni attestano il buon lavoro del corpo docente. Per quale motivo non sono stati riconfermati quasi tutti gli insegnanti della media e del liceo? Eppure la loro competenza professionale universalmente riconosciuta e apprezzata dagli stesi genitori degli alunni, la continuità didattica nelle classi, avrebbe consigliato tutt’altre decisioni».

Il futuro L’affondo finale del professor Castellani è deciso: «E’ stata scritta, dal nuovo consiglio una lettera di presentazione ai genitori degli alunni, con l’elenco degli obiettivi prioritari da raggiungere. È doveroso assicurare i genitori che in essa non c’è nulla di nuovo poiché, quanto esposto faceva già parte, da sempre, delle linee programmatiche di ordine culturale e formativo dell’istituto. È auspicabile per portare chiarezza su questa vicenda oscura della recente storia dell’Istituto leonino aprire un pubblico confronto, un dibattito, un nuovo arengo dell’età moderna, con la partecipazione dei rappresentanti del mondo della scuola e della società. Sarebbe questa una opportunità per incontrare e guardare negli occhi i diversi ipocriti, ossequiosi e baciapile, che per desiderio di carriera o per interessi personali si sono introdotti nella comunità dei credenti ostacolando la creazione della civiltà dell’amore raccomandata dal Vangelo, per la quale il figlio di Dio ha speso la sua vita».