Il parco della Passeggiata

di M.T.

Gli alberi, forse, alla fine non saranno mille. Ma le polemiche rischiano di essere pure di più. Dopo la ‘sortita’ polemica, in tutti i sensi, di Legambiente e Pro Natura, che hanno abbandonato il ‘Comitato mille alberi per Terni’ con relativo corollario di accuse. La replica del ‘comitato’ merita la stessa attenzione.

La nota Lo scopo del comitato, si legge in una nota, «rimane quello di ottenere dall’amministrazione comunale di Terni la risoluzione dei problemi relativi alla gestione del verde pubblico e della sua manutenzione» e nell’atto stilato al momento della nascita si stabiliva «la costituzione di un direttivo (avvenuta in data successiva) e si faceva esplicito riferimento alla necessità di tutelare in particolar modo la cura e la gestione dei parchi cittadini. Questo documento è stato controfirmato dai referenti delle singole associazioni e da tutti i cittadini facenti parte del comitato stesso».

La precisazione In riunioni successive, spiega il ‘Comitato mille alberi per Terni’, «c’è stata una ripartizioni dei vari compiti fra i vari iscritti, ed in particolare la redazione e la presentazione dell’atto di indirizzo è stata affidata al dottor Bartoli Francesco, coadiuvato da rappresentanti di altre associazioni per la definizione dei punti da inserire nel futuro nuovo regolamento comunale». Tanto che «in data 8 maggio 2013 il dottor Bartoli Francesco, in quanto delegato dal comitato, ha provveduto alla presentazione dell’atto di indirizzo così come stabilito».

La polemica Sull’abbandono, da parte di Legambiente e Pro Natura il comitato è chiaro: «Non ci sorprende questa scelta visti gli ultimi scontri verbali avuti con la maggioranza degli iscritti a proposito delle azioni da organizzare per impedire al Partito democratico di utilizzare i giardini pubblici della Passeggiata per organizzare la loro festa democratica. Ci stupisce invece l’accusa di strumentalizzazione politica rivolta ad alcuni nostri iscritti. Ci stupisce perché di questo argomento si era diffusamente parlato nelle riunioni preliminari di costituzione del comitato stesso, quando furono allontanati alcuni esponenti di partiti locali, e soprattutto fu condannata da tutti l’indebita pressione ricevuta da alcuni membri del comitato da parte dell’Assessore Luigi Bencivenga (responsabile dell’ambiente) di escludere e non far partecipare agli incontri con il comune il dottor Bartoli Francesco e la sua associazione di categoria, Confimpresa».

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