«Saracinesche dei commercianti locali che si abbassano e nuovi negozi gestiti da stranieri che aprono i battenti». Questo il tessuto economico ternano visto con gli occhi della Lega Nord.
Lega Nord di Terni «Percorrendo le vie della nostra città – scrivono dal Carroccio – si rimane stupiti dal proliferare dei negozi di frutta e verdura gestiti per lo più da egiziani e pakistani. Mentre le nostre attività commerciali sono al collasso, questi continuano a spuntare come funghi». Secondo la Lega due sarebbero le ragioni di questo proliferare: prezzi stracciati e condizioni igienico-sanitarie assenti: «Sono negozi tutti uguali, – scrivono – senza porte, in cui la frutta e la verdura sono lasciate alle intemperie: pioggia e freddo d’inverno e sole d’estate».
Concorrenza sleale Per il partito di Salvini, questi esercenti sarebbero favoriti dal buonismo delle istituzioni: «La merce – proseguono – non ha alcuna etichetta con l’indicazione di tipo e provenienza, non vengono rispettate neanche le più elementari regole igienico-sanitarie, dato che la frutta e la verdura sono ammassate in cassette che partono da terra per arrivare fino quasi al soffitto, occupando spesso anche marciapiedi e tratti di strada, pur essendovi un’ordinanza che lo vieta. Niente bagni, niente frigoriferi, niente camici e guanti per il personale addetto alla vendita, per non parlare delle certificazioni Haccp previste dalla normativa europea».
Regole Tra leggi nazionali, ordinanze sindacali e regolamenti di polizia municipale – fanno notare dal Carroccio – i commercianti dovrebbero attenersi a direttive ben precise, ma «Mentre i gestori locali sono tenuti al rispetto certosino – scrivono dalla Lega Nord Terni – ai venditori di prodotti ortofrutticoli egiziani e pakistani sembra tutto consentito. È necessario tutelare i nostri dettaglianti – afferma Emanuele Fiorini – preservarli dalla concorrenza sleale realizzata nei loro confronti dai venditori stranieri, che a prezzi stracciati vendono prodotti di ignota provenienza e di scarsa qualità. È necessario attuare maggiori controlli anche a tutela della salute dei consumatori e del loro diritto di sapere cosa mangiano e da dove viene ciò che mangiano; tutti – conclude il responsabile ternano del Carroccio – devono rispettare le regole».
