Ex Adica di Nera Montoro

di M.T.

L’allarme era stato forte ed è servito anche a rimettere la situazione della Adica di Nera Montoro al centro dell’attenzione istituzionale. Il 26 agosto scorso, una nube sospetta si era sollevata dall’interno del recito dell’azienda – oggi in liquidazione – che produceva fitofarmaci ed erano subito scattate le operazioni di emrgenza.

Il vertice Nella mattinata di venerdì il prefetto,  Gianfelice Bellesini, ha voluto saperne di più ed ha convocato una riunione alla quale hanno partecipato il sindaco e l’assessore allo sviluppo economico di Narni, FrancescoDe Rebotti e Domenico Rosati; il dirigente della provincia, Paolo Grigioni; il dirigente regionale alle politiche industriali, Mauro Andrielli; Mauro Meucci di Confindustria,  Salvatore Capolongo dei Vigili del Fuoco, Manola Castellani dell’Arpa; Luisa Valsenti della Asl2 e il curatore fallimentare dell’Adica,  Antonio Gaiani.

Nessun rischio Nel corso dell’incontro, spiega una nota della prefettura, «sono state esaminate le problematiche ambientali e di prospettiva industriale legate al sito industriale dell’Adica, anche in relazione al recente episodio di emissione di fumi e vapori». I rappresentanti dell’Arpa, dei vigili del fuoco e della Asl «hanno riferito che dalle analisi dei campioni prelevati nel sito e in prossimità dello stesso, non sono emersi valori anomali di inquinanti in atmosfera, escludendo, pertanto, rischi per le persone e per l’ambiente».

L’asta Ma la riunione è servita anche per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di messa in sicurezza in emergenza del sito: «Al riguardo – dice ancora la prefettura – il curatore fallimentare ha assicurato che gli stessi sono stati ultimati nei giorni scorsi». Infine, in relazione alla procedura fallimentare ed agli esiti dell’asta giudiziaria «che presumibilmente avrà luogo entro il mese di ottobre», è stata ribadita la volontà di puntare sulla reindustrializzazione del sito.

Il fallimento L’Adica, specializzata e leader nella produzione di fitofarmaci e fertilizzanti speciali, era stata dichiarata fallita, dal tribunale di Bologna, nel mese di aprile e trenta lavoratori hanno perso il lavoro. Nella sentenza si parlava di debiti per circa 800 milioni di euro.

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