Le socie del Cdsa

di F.T.

Che il lavoro del commissario ministeriale a cui è stata affidata la gestione della coop Aidas non fosse dei più semplici, era una previsione sin troppo scontata. Quella di Silvia Volpini appare però come una missione, se non altro per la pazienza e la forza di nervi che l’impegno – non diverso dal governare una nave in mezzo alla tempesta – richiede.

La protesta A San Valentino inizierà lo sciopero della fame promosso da una decina di socie e dalla Uil locale e nazionale, per puntare di nuovo i riflettori sulla situazione drammatica, segnata da stipendi non pagati (ben tredici, di cui uno in arrivo) e da un generale disinteresse – più e meno strumentale – circa le sorti della storica cooperativa.

Le altre A poche ore dall’inizio della protesta, tornano a farsi sentire anche le socie-lavoratrici vicine al consulente del lavoro Angelo Bossi. Le stesse che da mesi puntano il dito sul vecchio cda (quello guidato da Loredana Valsenti, dimissionato ad agosto), a cui addebitano in sostanza la ‘rovina’ della cooperativa.

Le due anime Quelli appena descritti sono i due mondi di Aidas, da tempo in contrapposizione. Ad agosto, dopo la nomina del nuovo cda, sembrava che la situazione avesse preso una piega precisa. Poi a sparigliare le carte è arrivata la nomina del commissario ministeriale che deve fare i conti, oltre che con i numeri, anche e soprattutto con una situazione animata da tensioni e veleni. Per gli stipendi non percepiti e non solo, visto che di mezzo c’è la ‘lettura’ dei guai della cooperativa così come il ‘porto’ a cui, prima o poi, la nave-Aidas dovrà approdare.

Attacco In questo contesto tutt’altro che placido, le ‘oppositrici’ del vecchio cda tornano a lanciare bordate. Martedì mattina in conferenza stampa, quattro di loro hanno letto altrettanti comunicati per annunciare la costituzione di un comitato ‘a difesa delle socie Aidas’ e chiarire, una volta di più, il punto di vista del ‘gruppo’ rispetto agli ex amministratori, ai sindacati (in particolare la Uil) e circa il futuro della cooperativa.

Premessa La prima a prendere la parola è stata Sandra Cenci: «Il comitato è composto da oltre 80 socie, ovvero la maggioranza, che vogliono fare luce sui veri motivi che hanno condotto l’Aidas in questa situazione. Purtroppo – ha spiegato – sono state messe in giro le storie più diverse, utili solo a mascherare il malgoverno della cooperativa. Ma chi ha portato sul lastrico le nostre famiglie, non merita alcuna copertura».

Accuse pesanti Dopo la premessa, è la volta di Dorica Vasidiu che legge il suo comunicato: «L’azione di denigrazione da parte del vecchio cda nei nostri confronti è iniziata nel febbraio del 2013, quando abbiamo chiesto ad un professionista (Angelo Bossi, ndR) di assisterci di fronte ad amministratori nei quali non riponevamo più alcuna fiducia». Poi alcune accuse, decisamente pesanti: «Ad agosto, il cda appena eletto ha preso in mano la situazione per fare chiarezza su che fine avessero fatto i nostri stipendi. Il lavoro è stato complicato da un’opera di boicottaggio e tuttavia – legge la lavoratrice – è emerso che il vecchio cda aveva redatto bilanci non veri sia per l’anno 2011 che per il 2012, nascondendo la situazione reale della cooperativa».

La perdita Questo ed altro – è scritto – «è contenuto nei 5,4 milioni di euro di perdita che il bilancio 2012 ha registrato, anche se l’azione del vecchio cda, in sella fino all’agosto del 2013, ha finito per produrre un debito ben più elevato». Secca la replica di un ex membro del cda, raggiunto da Umbria24: «Abbiamo acquisito le registrazioni della conferenza stampa e ci sembra doveroso tutelarci nelle sedi più opportune, a fronte di tutte queste falsità».

Due staffe Fra le polemiche più recenti, quella legata al fatto che una parte delle socie-ribelli («una quarantina», ci dicono) sia andata a lavorare per la cooperativa Actl, senza però uscire da Aidas. «Abbiamo pieno diritto a far parte ancora dell’Aidas – affermano – perché qui dentro ci sono ancora i nostri stipendi arretrati e i Tfr. Oltre a ciò, lo statuto specifica che solo il consiglio di amministrazione può decidere sulla permanenza o meno dei soci all’interno di Aidas».

Sindacato nel mirino Il testo affidato a Immacolata Ibello contiene un attacco alla Uil e al suo segretario ternano, Gino Venturi: «Fra marzo e maggio del 2013 – afferma – il segretario ha cominciato a girare sui luoghi di lavoro per convincere le socie Aidas che la vendita della struttura di Collerolletta al Gruppo De Benedetti, sarebbe stata un’ottima soluzione. Un’azione che aveva più l’impronta commerciale che sindacale e che ci ha sempre lasciato perplessi. Oggi il segretario Venturi si pone come paladino delle lavoratrici, ma nessuno ricorda suoi interventi quando nel giugno del 2012, diciannove di noi vennero licenziate solo per aver chiesto i cinque stipendi arretrati». Poi è la volta di Elsa Cerrata: «L’intervento del ministero, attraverso il commissario, ha bloccato l’azione di risanamento e pulizia che i soci stavano realizzando dopo anni di mala gestione. Ad oggi la via del fallimento appare purtroppo come l’unica possibilità per annullare i contratti di affitto stipulati dal vecchio cda e rimettere i soci in una situazione di privilegio rispetto ai Tfr e alle mensilità non percepite».

Il futuro Opinioni a parte, uno dei nodi principali che il commissario Silvia Volpini dovrà sciogliere, è quello legato al possibile bando che dovrebbe affidare la gestione economica e finanziaria della cooperativa a soggetti terzi. Il piatto è di quelli interessanti, fra autorizzazioni (per 173 posti letto) e beni immobili. Non è un mistero che le attuali socie – rispettando l’ormai ‘storica’ divisione in due gruppi – abbiamo fondato altrettante cooperative (Esperia, con la coop Actl come socio sovventore e La Fenice, che vede all’interno anche l’ex presidente Valsenti) pronte a darsi battaglia a colpi di offerte e garanzie sulle rispettive solidità economiche. Il punto è che il bando, per sua natura, sarebbe aperto anche ad altri ‘competitor’. E la partita potrebbe finire per coinvolgere più soggetti.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.