Terni (archivio U24)

«La città sta diventando invivibile, il ‘quadrilatero della movida’ nel fine settimana fa spavento e i dati in nostro possesso sul consumo di alcool tra i giovani e sugli ingressi al Sert per coma etilico sono seriamente preoccupanti; chi vuole godersi il centro della città in maniera tranquilla non può sentirsi al sicuro, mancano controlli sistematici da parte delle forze dell’ordine e il degrado dilaga in tutte le sue forme». È un quadro davvero allarmante quello dipinto da Marcello Giovannetti, presidente dell’Associazione ‘Vivere il centro storico’.

Terni L’ associazione, inizialmente nata come comitato, ormai da anni denuncia le criticità della ‘Conca che vive di notte’ e «sistematicamente – come racconta Giovannetti – si ritrova a dover ammettere che l’amministrazione comunale non vuole vedere e non ascolta l’accorato appello di quei cittadini che chiedono di restituire decoro a Terni». E allora se a nulla sono valsi gli esposti presentati negli anni passati, ecco che l’associazione passa dalle denunce alle proposte.

‘Vivere il centro storico’ Per avere udienza dalle istituzioni e rendersi parte attiva nel processo di ‘rieducazione della città’, l’associazione ha redatto un documento ricco di suggerimenti normativi per garantire l’interesse della collettività attraverso l’ente comunale. «Una proposta di regolamento –spiegano – diretta ad assicurare la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e di svago nel centro urbano, mediante la regolamentazione dei comportamenti e degli impatti diretti e indiretti sugli spazi comuni derivanti dagli esercizi commerciali, artigianali alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande».

Pubblici esercizi «I gestori di locali, circoli privati abilitati alla somministrazione di alcool, esercizi commerciali e attività artigianali alimentari, – suggeriscono i membri di ‘Vivere il centro storico’ – dovrebbero assicurare la completa pulizia e la massima condizione di igiene da rifiuti di tutti gli spazi ed i luoghi contigui o vicini agli esercizi e, comunque, nell’arco di una distanza del raggio di almeno 10 metri dagli ingressi dei locali e consentire l’utilizzo gratuito dei bagni». Porre un limite agli schiamazzi e ai rumori in generale è un altro suggerimento chiaro, tra le regole proposte: «Esporre cartellonistica sulle norme di convivenza civile, sul contenimento delle emissioni sonore, sugli spazi dell’occupazione del suolo pubblico, e sulle sanzioni previste per il disturbo della quiete pubblica; sgomberare totalmente, per l’orario previsto, l’area oggetto dell’autorizzazione di occupazione del suolo: tavoli, sedie, ombrelloni, stufe pedane ecc.

Ordinanza anti bivacco Così l’associazione denomina una serie di norme atte a tutelare e conservare il patrimonio pubblico, affermare il diritto alla generale e libera fruizione degli spazi pubblici da parte della collettività nonché come strumento per la lotta all’alcool in particolare al fenomeno dell’alcolismo minorile e del disturbo della quiete pubblica. «Nettamente contrari a qualsiasi forma o ipotesi di riapertura della ZTL, proponiamo un maggiore e più efficace controllo degli abusi e vorremmo che sia vietata qualunque forma restrittiva alla viabilità che potrebbe comportare difficoltà ai mezzi di soccorso di intervenire».

Diritto alla salute «Gli abitanti del centro storico di Terni – si legge a margine del documento – sono sottoposti da anni a condotte lesive del proprio diritto alla salute e per questa ragione pretendono dall’amministrazione comunale significative iniziative di contenimento, controllo e repressione di tali azioni. Per contro, sollecitano l’amministrazione a promuovere e valorizzare vigorosamente tutte quelle attività od iniziative biocompatibili con le peculiari caratteristiche del centro storico». «A breve – annuncia Giovannetti – proporremo anche una mostra fotografica e la proiezione di qualche video per fare luce sul degrado della città».

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