Quando si dice che la toppa è peggio del buco. L’assessore alla scuola del Comune, Carla Riccardi, mettendola o provando a farlo, si è definitivamente giocata la possibilità di far pace con gli altri dirigenti scolastici – lo è anche lei – in relazione al progetto, poi abortito, di nuova organizzazione della rete scolastica cittadina.
«Disappunto e rammarico» Nove dirigenti scolastici – Roberta Bambini, Patrizia Fioretti, Claudio Guerrini, Barbara Margheriti, Maria Elisabetta Mascio, Isabella Olimpieri, Silvia Rossi, Alba Sensini e Vilma Toni – esprimono «disappunto e rammarico nel constatare che l’amministrazione comunale (consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione avevano espresso perplessità; ndr) abbia relegato a mera criticità la mancata, dovuta concertazione prevista dalle linee guida regionali, rispetto ad un tema così delicato come quello dell’organizzazione della rete scolastica che coinvolge direttamente e indirettamente ogni famiglia della città».
L’assessore Ma oggetto degli strali è soprattutto l’assessore Riccardi che, «per giustificare la scelta della commissione consultiva, composta da dirigenti in quiescenza, dichiara che ciò è stato fatto per ‘evitare conflitti di interesse, qualora fossero stati scelti dirigenti ancora in carica rispetto ad altri’. Per nessuno di noi si configura il conflitto di interesse».
Il mancato confronto Secondo i dirigenti scolastici ternani «sarebbe stato opportuno convocare a tempo debito (le linee guida regionali sono del 16 luglio) tutti i dirigenti per un confronto proficuo e sereno che avrebbe assicurato il mantenimento di quel clima positivo che da sempre ha caratterizzato la scuola ternana. La scelta di evitare il confronto diretto denota una gravissima mancanza di fiducia e il non riconoscimento di professionalità nei rappresentanti legali delle istituzioni scolastiche, portatori di interesse pubblico e non personale».
La spaccatura Mentre adesso, dopo quanto accaduto, «la forte e dolorosa spaccatura tra amministrazione comunale e mondo della scuola induce i dirigenti scolastici ad esprimere profonda preoccupazione per le prospettive future». Non è difficile ipotizzare che anche quelle dall’assessore Carla Riccardi, di prospettive, non siano rosee.
