di Fabio Toni
Arpa Umbria fa il punto della situazione sul monitoraggio della qualità dell’aria in provincia di Terni. I chiarimenti riguardano in particolare le tredici centraline presenti sul territorio, sette delle quali andranno a costituire una rete di monitoraggio industriale di proprietà delle aziende. «Ma spetterà a noi gestire e controllare i dati», assicurano dall’Arpa.
La rete regionale «A seguito dell’adeguamento della rete di monitoraggio deliberato dalla Regione nel 2011 – spiegano dall’agenzia – alcune stazioni presenti nel territorio della provincia di Terni sono state cedute dalla Provincia alla Regione e, successivamente affidate all’Arpa». Quest’ultima ha il compito di curare la gestione, la manutenzione, la validazione e la pubblicazione dei dati. Delle tredici centraline di proprietà della Provincia in funzione fino al 2012, sei sono entrate a far parte della rete regionale. Sono quelle di Borgo Rivo, Carrara, le Grazie, Narni Scalo, Amelia e Orvieto. «Per assolvere a questo nuovo compito – afferma l’Arpa – abbiamo predisposto un progetto per l’adeguamento strumentale di tutte le centraline per un importo di 1 milione e 200 mila euro, di cui 800 mila riguardanti le sei collocate sul territorio della provincia di Terni». Il progetto, finanziato dalla Regione sui fondi strutturali europei, è già stato completato per quanto riguarda le quattro stazioni di rilevamento collocate fra Terni e Narni ed è in fase di ultimazione per i due impianti di Amelia e Orvieto.
La rete ‘industriale’ Le sette restanti centraline ancora di proprietà della Provincia – ovvero Prisciano, Maratta, Polymer, San Girolamo, Feronia, San Liberato e Montoro – andranno a costituire una rete di monitoraggio industriale di proprietà delle stesse aziende. Per esempio, la centralina di Prisciano dovrebbe passare sotto il controllo dell’Ast. «Questa rete – spiegano dall’Arpa – non verrà utilizzata per monitorare la qualità dell’aria, ma avrà il compito di tenere sotto controllo le emissioni delle aziende maggiormente impattanti soggette ad Aia (l’autorizzazione integrale ambientale; ndr)».
I controlli Una volta acquisita la proprietà delle centraline dalla Provincia, le aziende dovranno provvedere (a proprie spese) all’adeguamento strumentale. Lo studio riguarderà anche la collocazione, sulla base di un modello matematico di ricaduta al suolo delle emissioni. A chiarire i dubbi su una possibile sovrapposizione fra ‘controllore’ e ‘controllato’ ci pensa l’Arpa, a cui le centraline verranno affidate: «spetterà a noi garantire la gestione e la validazione dei dati».
