Un inceneritore

di F.T.

Non un ‘monitoraggio’ – definito «tecnicamente impossibile» – ma un ‘campionamento in continuo’ di policlorofenili (Pcb) e diossine sul contestato inceneritore Acea di Maratta. Dopo i chiarimenti sul sistema di controllo della qualità dell’aria nel ternano, Arpa risponde alle perplessità espresse da Rifondazione Comunista e Movimento 5 Stelle.

Le centraline «Il ‘monitoraggio in continuo’ – spiegano dall’Arpa – in passato veniva effettuato soltanto sugli inceneritori e sulle centrali elettriche superiori a 5 megawatt». In pratica, le centrali termoelettriche Edison (polo chimico) e Cofely (Nera Montoro), l’ex inceneritore Asm (chiuso nel 2007), l’inceneritore ex-Terni Ena riattivato da Acea per bruciare scarti di cartiera e la centrale a biomasse Printer, attualmente chiusa. In seguito al rilascio delle nuove autorizzazioni integrate ambientali (Aia) il ‘monitoraggio in continuo’ è stato confermato su tutti gli impianti ancora attivi ed esteso a «cinque punti significativi delle acciaierie ternane».

Inceneritore Sul contestato inceneritore Acea è stato invece disposto il ‘campionamento in continuo’ di diossine e Pcb, una tecnica dai costi tutto sommato contenuti e al tempo stesso efficace, anche se – come afferma il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti – «la sua efficacia è comunque legata alle persone, alla competenza e all’onestà dei tecnici che ne gestiscono il funzionamento. E richiede pertanto trasparenza e controllo da parte dei cittadini».

Protocollo ‘Campionamento’ sull’inceneritore anziché ‘monitoraggio’, quindi. Questo perché, spiegano dall’Arpa, «il monitoraggio in continuo delle diossine al camino dell’inceneritore è tecnicamente impossibile, come riscontrato a livello nazionale”. Le modalità del campionamento e le successive analisi saranno definite da un protocollo che Arpa sta predisponendo con il supporto dell’istituto Mario Negri di Milano.

Pm1 L’altra precisazione riguarda l’esigenza di un controllo delle polveri ultrafini (Pm1) nelle zone di Maratta, Borgo Rivo, Campitello, Villa Palma e centro. La legge impone il controllo di Pm10 e Pm2.5, escludendo di fatto le particelle più sottili ribattezzate Pm1. «A fini puramente conoscitivi – spiegano da Arpa – su una o più centraline della rete industriale, inclusa quella di Maratta che controllerà anche l’inceneritore Acea, si potrà effettuare anche il monitoraggio del Pm1».

La rete Infine sulla necessità, espressa da Rifondazione e Movimento 5 Stelle, di nuove centraline: «Per installare altre due centraline come quelle esistenti e tre per il monitoraggio delle polveri sottili, è necessaria la modifica della rete regionale di monitoraggio. Una decisione che non compete ad Arpa e che richiederebbe risorse finanziarie non trascurabili. La rete regionale – ricordano dall’agenzia – è stata individuata sulla base di elementi dettati dall’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) in modo da renderla omogenea e confrontabile con le altre presenti sul territorio nazionale».

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