di M.To.
A tappe forzate. Verso quello che appare sempre più chiaramente il traguardo al quale si punta: la liquidazione. Il Cda e l’assemblea ordinaria della cooperativa Aidas sembrano non avere davvero più dubbi.
Collegio sindacale Per cominciare, annuncia la presidente, Patrizia Lo Iacono, l’assemblea ha nominato il nuovo collegio sindacale (al posto di quello che si era dimesso) e che ora è composto da Fabrizio Vagnetti, Patrizia Cianchini e Roberta Rutili, tre stimati dottori commercialisti del nostro territorio». Ma non solo.
L’assemblea Perché, dice ancora la presidente, «l’assemblea ha approvato, all’unanimità, la relazione del consiglio di amministrazione sulla difficile situazione della cooperativa», che sarebbe stata, secondo Patrizia Lo Iacono «causata da anni di gestione non oculata». E l’unica soluzione che si ipotizza, il Cda lo ha detto e ripetuto, sarebbe proprio la messa in liquidazione di Aidas.
Il Ministero Un ostacolo, però, è rappresentato dalla relazione fatta dagli ispettori inviati dal ministero dello sviluppo economico, nella quale si ipotizza, invece, il ‘congelamento’ della situazione: un blocco delle attività e la nomina di un commissario. Soluzione che determinerebbe, di fatto, l’azzeramento di tutti gli organi sociali, consiglio di amministrazione compreso e la gestione commissariale, oltre che occuparsi delle attività di ordinaria amministrazione, dovrebbe essere finalizzata a chiarire, definitivamente, quale sia l’effettiva situazione patrimoniale, economica e gestionale della cooperativa. Ma il Cda di Aidas, annuncia ancora la presidente Lo Iacono, «sta predisponendo, con la supervisione del professor Enrico Tonelli, docente di diritto commerciale all’università di Perugia, le adeguate controdeduzioni».
La battaglia La così detta ‘fazione di minoranza’ di Aidas, cioè quella che non riconosce il nuovo consiglio di amministrazione e si oppone alla messa in liquidazione della cooperativa, però, non ha intenzione di mollare ed ha presentato un esposto, al presidente del tribunale di Terni, che conterrebbe una dettagliata spiegazione di quelle che vengono definite «incongruenze e dubbi di regolarità» su molti degli atti del nuovo consiglio di amministrazione.
