La sede dell'Usl 2 in via Bramante

di Marco Torricelli

Tre milioni di euro all’anno. Cioè, per essere precisi non sono proprio tre, perché per fare cifra tonda mancano circa 60mila euro. Ma è comunque una bella cifra quella che, denuncia la Uil ternana, la Asl2 paga per gli affitti dei vari locali che utilizza.

La denuncia I dati, peraltro, «non sono nostri – spiega il segretario del sindacato, Gino Venturi – ma sono facilmente verificabili sullo stesso sito internet dell’Asl2, sotto la voce ‘amministrazione trasparente’. Quello che salta agli occhi è che con questo fiume di denaro che va disperso, viene di fatto ridotta la capacità dell’azienda di erogare quei servizi che, invece, dovrebbero essere messi a disposizione dei cittadini».

Torluccio Il segretario generale della Uil Fp, Giovanni Torluccio, introduce anche un elemento in più: «Sarebbe interessante verificare – dice – quali sono le vere motivazioni per cui si pagano certi affitti e, magari, anche ‘a chi’ vengono pagati». Come, insiste, «sarà utile cercare di capire meglio come funziona il sistema delle delle consulenze e dell’affidamento dei progetti. E la Uil lo farà entro breve tempo».

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Le cifre Eccole qui, le cifre sulle quali la Uil accusa: «L’Asl2 – dice Gino Venturi – paga oltre due milioni e 941mila euro all’anno di affitto per i locali che, tra nelle varie realtà, la ospitano. Il grosso della spesa si concentra (oltre due milioni; ndr) nel comprensorio della ex As44 di Terni, mentre il resto (900mila euro; ndr) si riferisce all’ex Asl3 di Foligno». Più della metà delle spese per affitti, a Terni «Un milione e 64mila euro – prosegue – si riferisce solo alla sede degli uffici e degli ambulatori di via Bramante, per la quale si paga poco meno, per esempio, che per l’affitto dell’ospedale di Branca (Gubbio-Gualdo Tadino e che assorbe il 13% di quanto i cittadini pagano di ticket».

I Pes Per gli affitti relativi ai 26 Punti di erogazione sanitaria (Pes) «L’Asl2 spende altri 621mila euro all’anno di affitto – spiega il segretario della Uil di Terni – oltre 150mila dei quali solo a Narni, 30mila in più rispetto a quanto previsto dal ‘borsino’ relativo, e quasi 90mila ad Amelia. Mentre a Terni (oltre 200mila in totale; ndr) se ne pagano 60mila solo per quello di via Annio Floriano che sta a pochi passi dall’ex palazzo della sanità, di proprietà dell’Asl2, ma praticamente abbandonato, visto che ospita solo il servizio di veterinaria e che, anzi, per le sole quattro stante utilizzate costa un patrimonio in gestione, visto che tutte le utenze funzionano come se la struttura funzionasse per intero. Ed è una struttura da oltre 10mila metri quadrati».

I nomi Alcuni dei destinatari degli affitti, peraltro, sono resi noti proprio dalla Uil: la società romana Cordea Savills incassa un milione e 64mila euro per la sede di via Bramante; l’impresa Struzzi Mauro 59mila euro per il Punto di erogazione sanitaria (Pes) di Colleluna; Nicoli Gilda Maria e Lelli Nazario 46mila euro per il consultorio di via Montegrappa; la Mascio-Michelon 42mila euro per conservare l’archivio cartaceo in via Bartocci, la Eurosalus 39mila euro per il centro di riabilitazione di via Ippocrate; l’Ater 33mila euro per il Pes Ferriera; Pinchi Francesco Nicolas e Stefania 24mila per il centro Marco Polo e Terenzio Malvetani quasi 18mila per il Pes di Stroncone.

La contrattazione Un argomento non trascurabile, poi, è quello rappresentato dal fatto che «stante il perdurare della crisi, negli ultimi anni, praticamente tutti i canoni di locazione relativi a locali e servizi sono stati ricontrattati, con ribassi che hanno raggiunto il 30%, ma questo non per quelli relativi ai locali occupati dalla Asl2».

La commistione Un messaggio, dice Marco Cotone, segretario regionale della Uil Fp – lo vogliamo lanciare anche alle nuove forze politiche presenti nei consigli comunali, perché cerchino di capire quanto queste spese siano figlie della commistione politica e condizionate dal rapporto con gli stessi Comuni, in funzione del loro peso specifico piuttosto che sulla base delle reali necessità di servizi per la collettività».

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