di Fabio Toni
Lei in cerca di lavoro, con un diploma da infermiera in mano. Lui disoccupato. Un figlio di cinque anni da mantenere e tante, troppe difficoltà per arrivare a fine mese. Bollette inevase e spese arretrate. Così lo scorso 8 aprile gli addetti del servizio idrico hanno chiuso l’acqua potabile e si sono portati via il contatore.
Comitato in campo Di fronte al grave problema, i due genitori raggiungono gli uffici della Sii e provano a spiegare la situazione delicata in cui si trovano, chiedendo una rateizzazione della bolletta. «Purtroppo senza il pagamento del debito e delle spese di riallaccio, non possiamo fare nulla» gli rispondono gli addetti. Dopo poco più di una settimana, il comitato ‘Per l’acqua bene comune’ di Terni viene a conoscenza della situazione: «Ci siamo attivati subito nei confronti del sindaco e del servizio idrico integrato – spiegano i rappresentanti – per far ripristinare il servizio e ristabilire un diritto fondamentale, vista anche la presenza di un bambino nel nucleo familiare». Così nel giro di una mattinata, è il 16 aprile, l’acqua torna a scorrere nei rubinetti della casa dove vive la giovane famiglia.
«Acqua, diritto inviolabile» Sul tema dell’acqua, il comitato di Terni e quello umbro puntano i piedi: «risponderemo con denunce a qualsiasi interruzione del servizio idrico nelle case e nelle famiglie, forti del principio che l’acqua è un diritto inalienabile delle persone e l’interruzione del servizio costituisce una violazione del diritto alla salute. Ancora più grave è che l’acqua venga staccata in un contesto generale dove la crisi economica sta mettendo in ginocchio intere famiglie».
Parla la Sii Sulla vicenda ha voluto dire la sua anche la Sii – servizio idrico integrato, con una nota da parte del presidente Stefano Puliti e del direttore generale Paolo Rueca: «Dopo un’interruzione per motivi tecnici, abbiamo ripristinato l’erogazione idrica, assicurando la continuità del servizio. Non si tratta di un caso isolato, ma è l’esempio di come la Sii tenga in grande considerazione la situazione delle famiglie. Il pagamento delle utenze – ricordano dalla società – è un dovere civico. L’attenzione della Sii verso le famiglie – spiegano i due dirigenti – è dimostrata dal fatto che ogni distacco rappresenta solo l’ultimo stadio di un lungo e codificato iter che passa attraverso varie fasi: solleciti, richiami, possibilità di rateizzazione. In questo senso la Sii è a disposizione degli utenti per ogni esigenza, predispone piani di rientro per sanare le situazioni deficitarie e solo una volta esperite senza esito tutte queste procedure, avvia il meccanismo del distacco dell’acqua».
