Massimiliano Mattioli

di M. To.

Le cose, in fondo, vanno bene. Tanto che il nuovo comitato di indirizzo della ‘pia fondazione monsignor Vincenzo Tizzani’ – che gestisce l’istituto ‘Leonino’, la scuola privata ternana che fa riferimento alla diocesi – fa programmi a lunga scadenza.

25 anni Il nuovo presidente, Massimiliano Mattioli, ne parla con convinzione: «Il progetto al quale si lavora – spiega – è lungo 25 anni, perché il sogno è quello di accompagnare i bambini di oggi fino al loro ingresso nel mondo del lavoro. Anche attraverso gli studi superiori e, perché no, l’università».

Le idee Perché, dice il presidente, «stiamo mettendo a punto dei programmi importanti per dare nuova linfa al liceo (attualmente è attivo il ‘linguistico’ e il ‘classico’; ndr), ma anche per potenziare la scuola media, mentre il nostro statuto ci permette di pensare anche alla possibile apertura di autentiche facoltà universitarie».

L’istituto La scuola – nel senso dello stabile nel quale si trova, in pieno centro – lo scorso anno, nel pieno della crisi della diocesi, era stata acquistata dall’istituto diocesano per il sostentamento del clero – dalle suore della ‘provvidenza e dell’immacolata concezione’ a cui apparteneva – per la somma di tre milioni e 400 mila euro. Ma l’operazione, aveva spiegato il presidente dell’istituto, Giampaolo Cianchetta, trova una sua giustificazione nel «puntare a nuove fasi di sviluppo, per dare al territorio qualcosa in più in termini di offerta formativa culturale soprattutto alle nuove generazioni, nel solco delle antiche tradizioni».

Gli iscritti Al momento, dice il nuovo dirigente scolastico, il professor Fausto Dominici, «sono circa 300, ma le iscrizioni sono ancora aperte e ne registriamo di nuove ogni giorno, tanto che siamo fiduciosi di raggiungere un numero soddisfacente». Tipo? «Sinceramente non pongo limiti».

Il ribaltone Quello che ci si chiede, allora, è come mai si sia deciso, nei mesi scorsi, di fare ‘tabula rasa’ e cancellare di colpo tutta la vecchia gestione, con un intervento, aveva raccontato a Umbria24 il vecchio dirigente scolastico, don Gianni Colasanti, «che ancora ci rattrista perché ci riteniamo persone affidabili. Essere cambiati senza nessuna spiegazione, dall’oggi al domani, dopo apprezzamenti ripetuti fino al giorno prima, lascia amaro in bocca. Ma così va la vita, qualche volta».

Gli apprezzamenti E il bello è che quegli apprezzamenti ancora continuano: «I vecchi amministratori – conferma il presidente Mattioli – hanno fatto un ottimo lavoro e non hanno lasciato nessun problema dietro di loro. Monsignor Giuseppe Piemontese (il nuovo vescovo; ndr) ha però deciso che ci fosse bisogno di un cambiamento». Che potrebbe, in qualche modo, essere rivoluzionario: «Siamo certi – dice di passaggio il presidente Mattioli – che si potrebbe pensare a progetti formativi che vedano la collaborazione di soggetti privati, sul modello di quanto avviene all’estero ed anche in altre zone del nostro stesso Paese».

La diocesi L’intervento di ‘indirizzo’ del vescovo, però, chiarisce Mattioli, «è stato accompagnato anche da uno di carattere economico, che era indispensabile». Si può quantificare? «Sinceramente no, ma posso dire che si tratta di qualche centinaio di migliaia di euro». Del resto, spiega il professor Dominici, «vogliamo puntare progetti innovativi, come l’insegnamento dell’informatica ai bambini e l’uso della doppia lingua per alcuni particolari programmi di studio».

La preghiera Intanto, però, la prima rivoluzione che avverrà sarà quella rappresentata dal fatto che, tutte le mattine, prima di entrare in classe, i bambini e i ragazzi si raccoglieranno per una preghiera comune. La scuola, del resto, avrà anche diritto ad un contributo statale – «basso, decisamente troppo baso» – ma sempre cattolica è.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.