La sede della Provincia

di F.T.

Un bilancio approvato in mezzo a un mare di incertezze, in primis sul futuro stesso dell’ente. Il documento di previsione 2013 è passato in consiglio provinciale con i voti della maggioranza. Critiche le opposizioni che parlano di «mandato fallimentare».

La manovra Si attesta sui 66 milioni di euro, concentrati soprattutto sui settori di scuola, viabilità, ambiente e formazione. Anno dopo anno le risorse a disposizione si sono ridotte sotto i colpi di mannaia dello Stato. Un andazzo alimentato dalle pressioni degli ultimi governi che hanno puntato e puntano, senza mezzi termini, a cancellare le province.
Così l’amministrazione-Polli ha visto ridotto il suo spazio di azione: «La nostra politica è stata rigorosa – questo il punto di vista della maggioranza -, con la riduzione drastica degli incarichi esterni (da 500mila euro nel 2008 a 80mila nel 2013) e delle auto di rappresentanza e relativi costi (62mila euro nel 2009 contro i 15mila del 2013). Abbiamo diminuito anche il numero di dirigenti e dipendenti, passati da 411 a 351 con un risparmio di 1 milione e 700mila euro. Oltre a ciò sono state ridotte del 75% le spese di rappresentanza, del 95% quelle per convegni mentre sono state azzerate le spese per la pubblicità».

Il clima Buono stato economico finanziario, patto di stabilità rispettato e garanzia dei servizi e dei livelli professionali: la maggioranza punta su questi concetti per dire che «era impossibile fare di più». In particolare l’assessore al bilancio Piacenti D’Ubaldi ricorda come l’amministrazione «non ha toccato il salario accessorio, salvaguardando i lavoratori». Fra i dipendenti, con i sindacati sempre più battaglieri, serpeggia però un mix di timore e sfiducia. Per il presente – visto che in diversi comparti, come quello per la sicurezza delle strade, iniziano a scarseggiare gli strumenti di base – e soprattutto per ciò che sarà. Tanto che il consigliere Giorgio Santelli (Sel) si spinge a dire che «oggi forse è tardi per fare tutto, anche avere un peso specifico dal punto di vista politico».

Opposizioni all’attacco Di fronte a un trend mesto e segnato dai tagli, la minoranza non lesina bordate. Per Gabriella Caronna (Pdl) «questa maggioranza chiuderà il suo mandato lasciando dietro di sé terra bruciata», mentre il collega di partito Enrico Masciarri se la prende con i costi della politica: «I tagli – afferma – non sono stati così corposi come dovevano essere». Nell’annunciare il suo voto contrario, Francesco Abbate del Pdl parla di «bilancio che conferma la mancanza di una visione politica».

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