Il cantiere

di M. To.

Dice che un’inaugurazione non si nega a nessuno. Ma non sempre è così. Le notizie ufficiose, infatti, parlano di una possibile inaugurazione e indicano anche una data: il 10 aprile. Ma la polisportiva Prampolini – a dover essere inaugurata è la sua nuova sede, al parco ‘Le Grazie’ – non ci sta. E chiede al sindaco di «non procedere».

Le promesse «Il 30 maggio del 2013 – dice il presidente della polisportiva, Roberto Cappanera – presentammo una petizione, firmata da 160 soci, con una richiesta di lavori inerenti l’adeguamento della struttura alle finalità e all’esigenze associative e, venti giorni dopo la illustrammo al  sindaco Di Girolamo e all’architetto Meloni. Uscimmo da quella riunione un po’ più fiduciosi in quanto ci venne dimostrata la giusta sensibilità, riconfermata durante un sopralluogo effettuato da li a pochi giorni, non scartando niente di quell’elenco». Ad oggi, dice Cappanera, «non è stato fatto nulla e tantomeno deciso quando e se farlo, solo promesse».

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Le pressioni Il presidente della Prampolini ricorda che «ci sono state forti pressioni, da parte dell’amministrazione comunale, per un nostro trasferimento entro il 28 febbraio scorso, dall’area dove attualmente siamo, imputandoci la responsabilità delle conseguenze economiche che il Comune di Terni avrebbe potuto subire per il mancato contributo ministeriale di  4 milioni e mezzo di euro destinato alla realizzazione di un campus universitario».

Le proteste Da oltre un anno, insiste Cappanera,  «esprimiamo pubblicamente le nostre perplessità sulla regolare realizzazione dell’intero complesso, ma fino ad oggi nessuno ha voluto prestare le necessarie attenzioni. Non possiamo pagare gli errori di chi era preposto ad una meticolosa gestione economica ed esecutiva di quel cantiere e tantomeno costretti ad avviare una nuova storia associativa in un vero e proprio cantiere, con un avanzato degrado dell’intonaco esterno ed interno a causa delle infiltrazioni di umidità di risalita per tutto il perimetro e addirittura con evidenti ed estese superfici di muschio a causa di un ristagno idrico e scolature dal tetto».

I soldi spesi Secondo il presidente della polisportiva «è inconcepibile ed inaccettabile spendere quasi due milioni per costruire un edificio che oggi risulta essere una vera e propria ‘palafitta’ e dove dovranno essere impegnati altri soldi pubblici». Secondo lui «si stanno spendendo soldi solo per risolvere ‘apparentemente’ una piccola zona paludosa, a monte della struttura, trascurando l’intera area circostante come quella di fronte dove l’acqua sta emergendo dal terreno». Mentre «i marciapiedi e lo spazio antistante, realizzato con la ‘betonella’, sono già stati rifatti per il franamento del terreno bagnato sottostante e nuovamente bisognosi di manutenzione».

Le accuse Chi ha fatto, chiede Cappanera, «la perizia geologica e cosa ha trovato lì sotto? Come si è potuto costruire un edificio in quell’area da cui esce acqua dappertutto? Chi ha permesso un tetto dal quale penetra acqua all’interno, addirittura facendo cadere a terra il controsoffitto, e per la cui sistemazione dovranno essere spesi altri soldi pubblici?.

L’impianto fotovoltaico Da sempre, rincara la dose il presidente, «ci è stato raccontato di un impianto fotovoltaico per una completa autonomia energetica, con tanto di deliberazione di un impegno di spesa di 300mila euro nel giugno del 2010; ad oggi non esiste neanche una remota ipotesi e per giunta è stato realizzato un impianto di riscaldamento a gas utilizzando una vecchia caldaia sovradimensionata e priva di ogni minimo requisito per il risparmio energetico, peraltro obbligatorio per legge».

Il bar La struttura, secondo il progetto, «avrà un locale adibito a bar ma, ma ad oggi non esiste la possibilità di  avere una licenza per la somministrazione di alimenti e bevande, se non a seguito della realizzazione di un bagno per disabili, che l’architetto Meloni ha detto di non voler realizzare. Gli abbiamo chiesto un parere su come pensava di poter mantenere economicamente una struttura di oltre 1500 metri quadrati senza tale requisito. Il suo silenzio è stato più chiaro di qualunque parola».

Uffici ‘contro’ Purtroppo, è la constatazione che fa il presidente della polisportiva Prampolini, «oggi un funzionario può decidere del bello e del cattivo tempo, senza che la parte politica possa impedirlo, soprattutto quando un sindaco risulta solo apparentemente interessato alla vicenda. Per questo che da lungo tempo stiamo riscontrando uno strano ‘conflitto’ tra ufficio tecnico e ufficio politico, colmo di ripicche ma con un comune denominatore: solo promesse».

I disabili L’ultima testimonianza, insiste Roberto Cappanera, «è rappresentata dal fatto che avendo espresso la volontà di realizzare, a nostre spese, il primo parco pubblico per disabili a Terni; il sindaco Di Girolamo e l’assessore Ricci si erano impegnati pubblicamente ad intervenire con la Provincia di Terni per lasciarci gestire un’area di sua proprietà (già recintata e all’interno del cantiere comunale). Qualche giorno fa abbiamo avuto la triste sorpresa di veder togliere la recinzione esistente per riposizionarla nel confine tra area comunale e provinciale. Nessuno ci ha saputo spiegare il perché».

Le paure Tanto che il presidente conclude: «Siamo entusiasmati per un eventuale trasferimento presso una nuova sede, ma dopo 32 anni di attività e di riconoscimenti unanimi, pretendiamo le giuste garanzie che questa non diventi, per la nostra associazione, un cappio al collo per la sua gestione economica e soprattutto per la futura manutenzione, ordinaria e straordinaria».