di F.T.
All’ingresso campeggia un cartello rosso, senza intestazione: «Palestra inagibile causa infiltrazioni d’acqua dal soffitto». Poco sotto, la mano anonima non si è fatta attendere con un eloquente: «Ma noi per cosa paghiamo allora?». L’impianto è quello scolastico comunale di Campomaggiore, in via delle Terre Arnolfe. Dopo l’acqua che cade sul terreno di gioco – problema di lungo corso e mai risolto – ora è spuntata una nuova ‘grana’.
Piove sul bagnato Giovedì il comune ha mandato una lettera alle società sportive che usano la palestra, dichiarando l’inagibilità delle tribune a causa di «problemi di sicurezza». Cosa è accaduto? Il nuovo responsabile della sicurezza della scuola, l’ingegner Boccio, si è accorto che il parapetto di protezione non è a norma e presenta una distanza eccessiva fra le singole barre che lo compongono, superiore ai 10 centimetri fissati dalla legge. In altre parole, qualsiasi bambino – neanche tanto piccolo – potrebbe infilarsi in quegli spazi e cadere da un’altezza di circa tre metri.
Alla buon’ora Il bello è che l’impianto esiste da oltre vent’anni. E nessun altro, comune in primis, si era mai accorto del problema. «Noi è dal 2005 che inviamo segnalazioni in merito – spiega Filiberto Filidei, presidente del Colleluna Volley – e non abbiamo mai ricevuto risposta». La norma violata è il decreto legislativo 81 del 2008, ma la prescrizione relativa a parapetti e balaustre figura già in un decreto del 1989.
Il sopralluogo Dopo missive, solleciti e inviti più o meno formali, il comune si è attivato mandando i propri tecnici a svolgere un sopralluogo. Intanto le società sportive sono costrette a giocare senza pubblico o, come soluzione provvisoria, a chiedere l’autorizzazione per far sostare gli spettatori a bordo campo. «Ma è una situazione che non potrà durare a lungo», osserva Filidei.
La circoscrizione Svolta la verifica, la palla è passata alla circoscrizione Nord che ha la competenza su ben 32 plessi scolastici distribuiti sul territorio. «Il primo intervento che possiamo fare – spiega la presidente Francesca Malafoglia – consiste nell’installazione di una rete che possa ripristinare l’agibilità delle tribune. Per affidare il lavoro che sistemerà definitivamente la balaustra, dobbiamo attendere che il comune approvi il piano economico generale. Senza quello, siamo costretti a muoverci con i pochi fondi rimasti, relativi al 2012». Con un bilancio ‘al buio’ e bloccato dalle incognite sui trasferimenti, a rimetterci – come in questo caso – sono anche le manutenzioni. «Facciamo il possibile – spiega Francesca Malafoglia – e non sempre incontriamo la collaborazione di tutti, anche all’interno della macchina amministrativa di palazzo Spada. La scuola viceversa ha mostrato sempre un atteggiamento propositivo. In ogni caso contiamo di superare il disagio in breve tempo».
