Il presidente Mario Fornaci

di Marco Torricelli

Sette milioni di euro, più gli spiccioli. A tanto ammonta l’attivo di bilancio per il 2012, della Fondazione Carit, il cui patrimonio ha raggiunto i 186 milioni. Il che significa, dice il presidente, Mario Fornaci, nell’illustrare il consuntivo, che «al netto di riserve accantonamenti, nel corso del 2013 potremo mettere a disposizione del territorio 3,7 milioni di euro».

Il rendiconto Nel 2012, spiega Fornaci, «sono stati deliberati interventi per oltre 3,5 milioni di euro. 849 mila euro sono stati destinati ad arte, attività e beni culturali; 724 mila ad educazione, istruzione e formazione, incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola; 723 mila alla salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; 680 mila a volontariato, filantropia e beneficenza; 450 mila alla ricerca scientifica e tecnologica». Senza dimenticare, sottolinea il presidente, «i 126 mila euro destinati allo sviluppo locale, con un fondo che viene alimentato pur non essendo inserito tra quelli previsti dallo statuto».

La Pet Tac La storia si trascina dal 2009, quando la fondazione decise di donare la Pet Tac all’ospedale di Terni. Un milione e mezzo per un’apparecchiatura molto importante, ma che è ancora imballata in qualche magazzino: «Il problema, forse, si sta risolvendo – dice Fornaci – ed entro luglio, ci hanno detto, la Pet Tac dovrebbe essere attivata». Il problema era, pare, quello ipotizzato: la Icoc di Ancona, che doveva realizzare i lavori di muratura l’adattamento dei locali, «si sarebbe tirata indietro e i lavori li farà qualcun altro che, mi dicono, è già stato individuato».

La fontana Al presidente della fondazione Carit si chiedono anche notizie sulla fontana di piazza Tacito: «Noi saremo presenti nei lavori per la sua ristrutturazione e ci impegneremo – garantisce – per il restauro (l’ennesimo; ndr) dei mosaici di Corrado Cagli, che ne sono l’elemento artistico di maggior pregio», naturalmente oltre alla ricostruzione dei mosaici «sarà necessario prevedere l’utilizzo delle moderne tecniche di protezione, per evitare che vengano di nuovo danneggiati».

Il teatro Molto più spinosa appare la questione relativa al teatro Verdi, intorno al cui restauro si sta sviluppando un dibattito molto acceso: «Il problema è serio – dice Fornaci – perché il Comune ha a disposizione tre milioni di euro, mentre per il progetto che stanno studiando ne occorrono dieci. A nostro avviso, però, un teatro come quello che vorrebbero fare, con 650 posti, non ha senso in quanto non sarebbe in grado di ospitare, per ovvi motivi economici, eventi di grande richiamo, per i quali ne occorrono almeno mille». Ed è per questo che, «viste anche le polemiche derivate dall’aver espresso le nostre perplessità, il consiglio di amministrazione mi ha invitato a disinteressarmi della cosa».

La gestione Ma questo non significa che non possa esprimere un’opinione: «Io resto convinto – dice Mario Fornaci – che a questa città serva un teatro grande e funzionale». Ma per fare una cosa che si avvicini alla vostra idea servono un sacco di soldi: «Trenta milioni – conferma il presidente della fondazione Carit – ma un investimento del genere si fa solo a certe condizioni e in base a valutazioni economiche». In poche parole: in cambio della concessione della gestione, da parte del Comune, per un congruo numero di anni.

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