La discarica di Villavalle

I nuovi casi di ‘uova al veleno’ denunciati nella giornata di mercoledì sono solo l’ennesima dimostrazione di quali e quante – brutte – sorprese possa riservare ancora l’analisi seria della situazione ambientale della Conca ternana.

Casi inquietanti Almeno altri sei casi, oltre ai quattro già riconosciuti anche dal ministero della salute e dalla Asl2, nei quali i campioni di uova prelevati nel 2013 (complessivamente erano 22) risultano contaminati:«Dieci casi di positività su 22 campioni analizzati. Quasi il 50% del totale e questo – avevano denunciato Italia Nostra, Wwf e comitato ‘No inceneritori’ – rappresenta un dato allarmante, oltre che inquietante per come il tutto è stato gestito».

LE ‘UOVA AL VELENO’

La ‘galleria del veleni’ Una vicenda strettamente connessa, peraltro, a quella emersa con il racconto, fatto da Umbria24, dei casi relativi ai lavoratori impegnati nella ostruzione del tunnel Tescino – la ‘galleria dei veleni’ – che passa proprio sotto la discarica i Villavalle e di fianco ai terreni interessati dall’inquinamento delle uova.

LA ‘GALLERIA DEI VELENI’

Il reportage Due colleghi, Chiara Fabrizi – di Umbria24 – e Francesco De Augustinis, hanno fatto un viaggio tra le persone che vivono e lavorano intorno al sito contaminato coi veleni delle acciaierie della ThyssenKrupp di Terni e con gli agricoltori costretti a uccidere i propri animali e incenerire le uova.

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Le proteste Sabato 11 ottobre a Terni si svolgerà una nuova manifestazione, per protesta e per chiedere la verità sull’ambiente in cui si vive, sull’aria che si respira, sull’acqua che si beve e, in buona sostanza, sui rischi reali che le tante forme di inquinamento alle quali la ‘conca’ è sottoposta e sulle misure che si intendono prendere per contenerle.

L’interrogazione Sulla vicenda, intanto, il consigliere regionale Gianluca Cirignoni (gruppo Misto-Umb.R.a) ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale «per conoscere i risultati dei monitoraggi eseguiti dall’Asl2 nell’area Terni-Papigno. Con questo atto chiediamo anche informazioni sul
rispetto da parte dell’azienda sanitaria dei protocolli operativi, compresi quelli di informazione alla popolazione, e notizie relative al superamento delle soglie di azione, anche in considerazione di rischi di bioaccumulo».

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