Monsignor Ernesto Vecchi

di Marco Torricelli

C’è un nuovo ufficio nella curia diocesana Terni, Narni e Amelia. E la cosa che colpisce è che, nell’annunciare la sua istituzione, si usa una formula impegnativa: «Ai sensi del canone 473, secondo comma, del vigente codice di diritto canonico». Ed è chiaro che, quando si cominciano a citare codici e articoli, la faccenda è seria.

I rinforzi Ma l’aspetto più interessante, o preoccupante, dipende dai punti di vista, è senza dubbio un altro: monsignor Vecchi ha chiesto rinforzi. E lo ha fatto proprio nel momento in cui, l’ufficializzazione dell’apertura dell’ennesimo dossier sulla attività nelle quali sarebbero stati coinvolti importanti ed autorevoli personaggi della diocesi.

Il ‘moderatore’ Ad essere istituito, comunque, è l’ufficio di ‘moderatore della curia’ ed a guidarlo è stato chiamato uno storico e fedele collaboratore di monsignor Ernesto Vecchi: don Franco Fontana, sacerdote dei salesiani di don Bosco. A lui sarà affidato il «coordinamento delle attività riguardanti gli affari amministrativi e il buon funzionamento degli uffici di curia», mentre dovrà anche lavorare «a sostegno del compito dell’amministratore apostolico, coordinare l’attività pastorale dei vicari generali ed espiscopali». Ma non solo, perché dovrà «curare che gli addetti alla curia svolgano fedelmente l’ufficio loro affidato per meglio favorire l’azione pastorale a favore della porzione di popolo di Dio affidata alla cura del vescovo».

I canoni Già, perché il canone 473 a cui si fa riferimento, non sarebbe il solo che, negli ultimi tempi, è stato citato nei, numerosi e spesso concitati, dialoghi che si sono intrecciati nelle stanze della diocesi ternana. Molto di frequente sarebbe tato citato anche il canone 277: «I chierici sono tenuti all’obbligo di osservare la continenza perfetta e perpetua per il regno dei cieli» e, pure, il comma due dello stesso canone: «I chierici si comportino con la dovuta prudenza nei rapporti con persone la cui familiarità può mettere in pericolo l’obbligo della continenza oppure suscitare lo scandalo dei fedeli».

Un anno «Sono ormai trascorsi cinque mesi dalla mia nomina a vescovo amministratore apostolico – spiega monsignor Ernesto Vecchi – e sembra che il mio servizio episcopale debba proseguire ancora per qualche tempo. Ma per continuare nel migliore dei modi la mia missione apostolica, ho bisogno dell’aiuto di un sacerdote che mi stia vicino e mi aiuti a coordinare le attività pastorali e amministrative in modo stabile». Un rinforzo, appunto. Ma monsignor Vecchi fa anche un altro passaggio importante quando spiega che «ho chiesto di mettere a mia disposizione, per un anno, il sacerdote salesiano don Franco Fontana». Ecco, un anno. Magari l’amministratore apostolico ha voluto essere previdente. Ma forse ha capito che le cose vanno per le lunghe.

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