Il duomo di terni

di M. To.

La lettera – questa volta ci sono le firme: i nomi, i cognomi e pure le cariche ricoperte – sta creando più di un’apprensione. In diversi uffici e comandi militari. Tanto che c’è chi ha deciso di renderla pubblica.

La lettera «A oltre un anno dall’emersione pubblica dell’insostenibile situazione finanziaria concernente la diocesi di Terni-Narni-Amelia, nonche di episodi di cronaca riguardanti pure ex funzionari – si legge nella missiva – molto resta ancora da fare per l’individuazione delle eventuali responsabilità penali, civili, amministrative e contabili, considerando l’uso non di rado disinvolto di contributi pubblici talvolta indebitamente percepiti, come emerso dalla stampa».

I provvedimenti In attesa «di possibili sequestri di beni anche per equivalente, relativi ad averi in sé totalmente ingiustificabili e alla luce del rischio prescrizione di vari reati, così come del pericolo che immense appropriazioni divengano definitive, rientrando quindi lecitamente nel patrimonio personale degli interessati, gli scriventi ritengono urgente e indifferibile un supporto straordinario da parte dello Stato italiano a servizio della verità e della giustizia».

Carenza di personale I fatti denunciati sono gravi: «Si registra, per bocca di numerosi dirigenti apicali incontrati nel corso di riunioni specifiche tenute presso alcune amministrazioni, la mancanza di un congruo numero di funzionari da riservare ai più esaustivi approfondimenti. Cio appare non più ammissibile, vista la gravita dell’accaduto, la complessita della materia e gli schermi presumibilmente utilizzati da chi ha avuto l’ardire di spogliare la Chiesa di Terni».

La denuncia I sacerdoti e i laici che hanno preso l’iniziativa dicono che «si intende scongiurare anzitutto il pericolo di condotte anche solo parzialmente inadempienti da parte di organi dello Stato preposti tipicamente alla concreta salvaguardia di tutti quei cittadini che, con senso civico, si conformano alle normative vigenti. Pertanto, a beneficio della missione episcopale e della comunita dei fedeli, in ossequio alia piu rigorosa legalita dello Stato, si esige il massimo dispiegamento di uomini e mezzi e il miglior coordinamento interistituzionale, finora con tutta evidenza mancati, affinché giustizia sia fatta. Gli scriventi non esiteranno a denunciare in ogni sede gli impedimenti da chiunque frapposti».

I destinatari La denuncia è stata recapitata ai ministri degli interni, della giustizia e dell’economia, al prefetto di Terni, all’Agenzia delle entrate, alla guardia di finanza,  al procuratore regionale della Corte dei conti, al procuratore generate della repubblica presso la corte di appello di Perugia e al procuratore capo della repubblica di Terni. Il messaggio è chiaro: nessuno potrà dire di non aver saputo.

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