di Marco Torricelli
È bene chiarirlo subito: le casse sono diverse. E quelle dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Terni, da cui usciranno, a breve, circa tre milioni e 400mila euro non hanno nulla a che vedere con quelle della Diocesi. Tanto è vero che, nei mesi scorsi, quando i dipendenti della Diocesi non prendevano lo stipendio, quelli dell’Istituto lo incassavano regolarmente. Ma la cosa, vista la situazione, fa lo stesso un certo effetto.
La scuola Per motivi anche di opportunità non sarà, come previsto, il notaio Gian Luca Pasqualini a registrarlo, ma presumibilmente il suo collega Clericò; ma il rogito è già bello e pronto e, insomma, il complesso di via Saffi, proprio accanto a piazza Bruno Buozzi (Valnerina), nel quale sorge l’istituto scolastico ‘Leonino’, è praticamente già passato di mano: dalle suore della ‘provvidenza e dell’immacolata concezione’, appunto, all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Che ha già provveduto, nei mesi scorsi, come conferma il dirigente scolastico, don Gianni Colasanti, «a molti lavori di ristrutturazione e che hanno permesso, tra l’altro, di mettere ‘a norma’ tutti gli impianti elettrici».
Le spese Tre milioni e 400mila euro, una bella somma, soprattutto se si pensa che l’istituto ‘Leonino’, «che sarà confermato nell’attuale destinazione – aveva detto il presidente Giampaolo Cianchetta, al momento di assumere la presidenza dell’Istituto, in sostituzione di Luca Galletti – di sede ufficiale ed operativa del polo scolastico e culturale di orientamento cattolico», ne perde poco meno di 100 mila all’anno. «Le spese sono notevoli – conferma don Gianni Colsanti – e i fondi statali sono in costante diminuzione».
Gli studenti Perché al momento, cioè, alla fine dello scorso anno scolastico, i locali di via Saffi ospitavano 353 dei 419 iscritti alle varie scuole cattoliche locali: 84 alla scuola dell’infanzia, 197 alle elementari, 42 alle medie e 30 al liceo. Gli altri 66 erano bambini iscritti alle sezioni della scuola dell’infanzia di Campomaggio, Lugnano, Stroncone e Alviano. In totale per l’Istituto, tra insegnanti e personale vario, lavorano 72 persone. E l’aria che tira non è delle migliori.
Iscritti in calo «Il nostro auspicio – dice il dirigente scolastico – è di non registrare un calo troppo vistoso del numero degli iscritti, anche se è chiaro che la situazione economica generale, e della città in particolare, non ci aiuta, come non aiuta purtroppo le famiglie». Soprattutto perché le ‘rette’ per il prossimo anno scolastico sono in aumento: 230 euro al mese per la materna (+30), 200 per le elementari (+50), 280 per le medie (+45) e 290 per il liceo (+25): «Abbiamo cercato di ridurre al minimo gli aumenti, ma un ritocco era indispensabile».
L’investimento Ma l’operazione, stando sempre alle parole del presidente Cianchetta, trova una sua giustificazione nel «puntare a nuove fasi di sviluppo, per dare al territorio qualcosa in più in termini di offerta formativa culturale soprattutto alle nuove generazioni, nel solco delle antiche tradizioni». Tanto che «si procederà ad una diversificazione degli usi dei residui locali dell’immobile non a disposizione della scuola, al fine di locarli ad altri soggetti che operano nel sociale che abbiano piena rispondenza con i valori fondanti ed formativi della chiesa».
La storia L’Istituto ‘Leonino’, a Terni, nacque nel 1901 per opera delle suore della ‘provvidenza e dell’immacolata concezione’, mandate a Terni dal Papa Leone XIII° (da qui, ma anche dalla grinta che denotavano, il nome di ‘Leonine’). La sede era palazzo Spada, che poi, dopo una sorta di baratto, divenne sede comunale, mentre alla Diocesi venne concesso il terreno su cui fu edificato il complesso che ora sta passando di mano. Con l’auspicio che non faccia la fine di un altro. Quello delle ‘Orsoline’.
