di Ma. Ros.
Commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio: approvato dal consiglio comunale l’atto d’indirizzo sui criteri di nomina dei membri.
Lunedì Il tema scotta e ha già richiesto più tempo del previsto. Nelle scorse settimane, alla prima commissione consiliare l’arduo compito di individuare i criteri per le nomine in commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio. La stesura del primo atto ha subito creato qualche mal di pancia presso gli ordini professionali e così, dopo un primo passaggio in consiglio, il documento è stato rispedito in commissione. Sui banchi della sala consiliare di palazzo Spada, a seguito dei lavori di commissione, l’atto approvato con il solo voto contrario di Fatale (FI) è tornato lunedì pomeriggio con criteri ancor più stringenti.
Cosa cambia Come ha spiegato il consigliere Braghiroli del M5s «Il documento è stato redatto al fine di modificare l’articolo 143 dell’attuale vigente regolamento edilizio comunale. I principi generali alla base dell’atto – spiega la grillina – sono trasparenza, correttezza e difesa dei diritti di tutti i cittadini compresi quelli degli iscritti agli ordini professionali. Abbiamo previsto la rotazione dei membri; la permanenza in commissione è stata fissata ad un massimo di due mandati, per ciascun componente, che non possono essere consecutivi. Si tratta di un atto di trasparenza da parte dell’amministrazione comunale, – ha affermato convinta la Braghiroli – un modus operandi già adottato per la commissione toponomastica, facendo molto meno clamore».
Gli interrogativi Agli ordini professionali, i pentastellati non le mandano a dire: «Come mai lo stesso sistema, non ha sollevato polemiche per la commissione alla toponomastica? – si chiede Braghiroli – Forse, e dico forse, perché da anni diamo importanza eccessiva alla commissione edilizia? Sembra che chi stia lì dentro, abbia il potere di decidere le sorti della città. È ridicolo – tuona il consigliere – come un organo consultivo possa essere diventato sinonimo di potere, un collegio rappresentativo di interessi di pochi. La nomina politica dei membri c’era, c’è sempre stata e rimarrà ancora, ma la scelta avverrà non più dalla Giunta ma dal consiglio».
Per il resto I membri rappresentativi degli ordini verranno scelti dagli ordini stessi ma dovranno necessariamente ruotare come disposto dalla commissione consiliare. Con lo stesso atto, inoltre, si escludono dalla partecipazione all’organo consultivo soggetti che abbiano commesso reati edilizi accertati con sentenza passata ingiudicato, e chiunque abbia un conflitto di interessi sul quale deve vigilare il dirigente. Questo aspetto è stato più volte rimarcato con evidente soddisfazione da parte dei consiglieri Melasecche di I love Terni e Cecconi di Fdi-An. «Si tratta di un primo passo – ha detto ancora la Braghiroli – verso un forte cambiamento, che deve restituire dignità tecnica alla commissione edilizia».
Forza Italia Su una diversa lunghezza d’onda viaggia il pensiero del consigliere Fatale. L’esponente di Fi avrebbe preferito lasciare piena autonomia agli ordini professionali, quali architetti, ingegneri, geometri e quant’altro, nella scelta dei rappresentanti in commissione edilizia. Una linea che è sembrato voler appoggiare anche l’assessore all’urbanistica Andreani che, leggermente infastidito ha detto: «La commissione mi ha chiesto di avviare una corrispondenza con gli ordini professionali per mediare, ma io mi riservo di scrivere lettere quando voglio».
Chiappini In un certo senso, l’intervento del presidente di prima commissione Chiappini è stato chiarificatore. Sarà per questo che, dopo un lunghissimo dibattito costato pure la sospensione del consiglio con annessa conferenza dei capigruppo, l’atto è stato approvato: «La commissione – ha detto l’esponente di maggioranza – ha una natura squisitamente tecnica e in sede di discussione garantisco che non c’è stato alcun tentativo di ingerenza, da parte della commissione, su quelle che sono le autonomie degli ordini. L’organo di cui parliamo è consultivo ma riguarda ambiti di intervento delicati, all’interno dei quali credo sia premura di tutti avere una certa accortezza e fare riferimento alle linee dettate».
