di Francesca Torricelli
A circa quattro mesi dalla presentazione dello studio di fattibilità per la nuova sede della Asl2, il direttore generale Sandro Fratini e gli architetti Patrizia Campili e Carlo Bientinesi, hanno fatto il punto della situazione di un percorso che, per il momento, sembra rientrare nei tempi stabiliti.
Due ‘interessati’ Ci sono almeno due, una delle quali formalizzata con una lettera, manifestazioni di interesse avanzate da altrettanti gruppi di aziende interessati ad entrare nell’operazione attraverso un’iniziativa di project financing. L’Asl2 ha redatto un progetto di fattibilità, che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro.
La sede Il progetto per la nuova sede «nasce con la logica di realizzare una struttura dove poter ubicare tutti i servizi sanitari e gli uffici che attualmente sono dislocati in più stabili situati in zone diverse della città», ha ricordato Fratini. «La localizzazione del progetto individua nell’area ex ‘Sim’ – servizio igiene mentale – la sede idonea
La ‘città della salute’ «Possiamo quindi immaginare – ha aggiunto il direttore generale – un percorso pedonale e ciclabile che dal centro geriatrico ‘Le Grazie’ si sviluppi sino all’ospedale. In questo modo la nuova sede della Asl2 svolgerebbe un ruolo centrale, di snodo, tra le varie attività sanitarie, che quindi verrebbero integrate e messe a sistema fino a formare la ‘città della salute’ che comprenderà quindi: l’Azienda ospedaliera, l’università, gli ambulatori ed il centro geriatrico ‘Le Grazie’».
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I progetti Partendo dallo studio di fattibilità presentato dagli architetti Campili e Bientinesi, da giugno a settembre «le associazioni d’impresa potranno presentare alla Asl2 i propri progetti per la realizzazione della nuova sede. Non dovranno necessariamente copiare lo studio, ma dovranno mantenere i punti fissi stabiliti dall’azienda», ha spiegato Patrizia Campili. «Ad ottobre, quindi, una volta scelto il progetto più adatto, partirà il bando per la gara d’appalto».
‘Project financing’ «L’ipotesi che l’azienda intende seguire – è andata a concludere l’architetto Campili – è quella del ‘Project financing’, cioè individuare un soggetto privato che procederà alla realizzazione dell’intervento. Dopo alcuni anni la struttura tornerà in proprietà all’azienda che annualmente corrisponderà un canone di affitto, una sorta di pagamento rateale della struttura. Contiamo di concludere queste procedure entro il 2015».
