Mercoledì, a palazzo Spada, si è svolto l’incontro di presentazione del convengo ‘La città accessibile’. All’incontro erano presenti i rappresentanti della Fada (Federazione diversamente abili); Gianfranco Colasanti, presidente Umbria Umnil; l’architetto Marco Turilli, presidente ‘Un volo per Anna’; l’Ordine architetti della provincia di Terni con l’architetto Marco Struzzi; l’architetto Stefano Cecere per la direzione scientifica, Ea group e l’architetto Riccardo Guarnello per l’Inu (Istituto nazionale urbanistica).
Il convegno Saranno due le giornate dedicate a questa tematica. Il 13 novembre alle 15 in piazza della Repubblica, ci sarà una dimostrazione pubblica di novità tecnologiche, per migliorare l’autonomia nella quotidianità della persona con disabilità; il 14 novembre il convegno darà vita a interventi con relatori internazionali e sarà presentato l’utilizzo dell’esoscheletro che montato tramite un’imbracatura consente la mobilità ai paraplegici.
‘A misura di tutti’ Il convegno, promosso dalla Federazione di associazioni diversamente abili (Fada) e dall’Ordine degli architetti della provincia Terni, con la direzione scientifica della società di ingegneria Ea group s.r.l. , affronta il tema della città a ‘misura di tutti’, per garantire ad ognuno le migliori condizioni di fruizione dell’ambiente.
La fruizione Le città sono di tutti, «ma spesso non sono per tutti», ha detto Gianfranco Colasanti, presidente Umbria Umnil. «Una delle caratteristiche essenziali di un qualsiasi spazio pensato e costruito per l’uomo, deve essere quella della sua possibile fruizione, completa ed agevole, da parte di tutti, compresi coloro che per periodi temporanei o in modo permanente soffrono per una ridotta capacità motoria o sensoriale».
L’accessibilità non va intesa «come esigenza di poter disporre di spazi privi di ostacoli fisici – le barriere architettoniche – ma come sinonimo di ‘comfort ambientale’ – ha aggiunto – in situazione di sicurezza ed autonomia per tutti, oltre che agevole usabilità degli spazi costruiti e del territorio nel suo insieme». L’obiettivo ambizioso del convegno «sarà quello di dare un contributo tecnico-culturale e contemporaneamente arrivare a suggerire linee guida per la predisposizione di un vero e proprio piano di intervento per l’accessibilità della città di Terni e dei comuni limitrofi».
I temi che verranno affrontanti andranno dalle opportunità fornite dalla nuova programmazione comunitaria per lo sviluppo sostenibile e inclusivo delle aree urbane alla Progettazione universale e l’Universal design, per un corretto approccio pluriesigenziale alla progettazione ‘inclusiva’; dall’accessibilità degli impianti sportivi, poli importanti per la riqualificazione delle città ai Piani per l’accessibilità. Fino alla figura del Disability manager, le esperienze internazionali, esempi e modelli di città accessibili, l’accessibilità urbana e novità tecnologiche per l’autonomia dei diversamente abili e il comunicare la città accessibile.
La poca autonomia Il ‘diritto alla accessibilità’ degli spazi urbani o del territorio, «diventa sempre più pressante da parte di tutti», sono intervenuti i rappresentanti della Federazione diversamente abili. «In modo particolare da parte di quell’ampia fascia di persone che, per differenti situazioni fisiologiche o patologiche, ha poca autonomia per limitate energie disponibili o per svantaggi dovuti ad una ridotta capacità motoria o sensoriale (anziani o ipovedenti)». Una città che continua ad avere ostacoli di vario genere «è una città fortemente diseconomica oltre ad essere certamente discutibile dal punto di vista umano e sociale».
La città di tutti Perché la città diventi di tutti «è necessario sollecitare le Istituzioni ed i soggetti impegnati nella sua gestione – hanno concluso – a considerare l’accessibilità come principio informatore di nuova progettualità, al fine di rispondere con sempre maggior efficacia alle vere esigenze della collettività in direzione di uno sviluppo corretto e responsabile.
