Quella di oggi, per la Chiesa, è una giornata universalmente riconosciuta come di lutto, ma il vescovo di Terni, monsignor Ernesto Vecchi – sul punto di lasciare l’incarico a padre Giuseppe Piemontese, appena nominato da Papa Francesco – ha dato un’interpretazione diversa delle celebrazioni pasquali.
«Una vittoria» Nella sua omelia del venerdì santo, infatti, dopo aver ricordato che se «è ben motivata l’adorazione a questo antico patibolo degli schiavi, divenuto il simbolo della nostra salvezza. Ben a ragione potremo proclamare tra poco che dal legno della croce è venuta la gioia in tutto il mondo». Perché con questi riti «la Chiesa non commemora la sua prima sconfitta, al contrario canta ed esalta la sua unica ed eterna vittoria.
La lavanda dei piedi I riti della settimana santa si erano aperti, mercoledì, con la solenne celebrazione della messa crismale e la benedizione degli oli sacri: il sacro crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi. Giovedì, poi, il vescovo che Ernesto Vecchi aveva presieduto la celebrazione in ‘Coena Domini’ in cui si ricorda l’istituzione dell’eucaristia da parte di Cristo nell’ultima cena e nel corso della quale aveva ripetuto il gesto della lavanda dei piedi a dodici uomini, in rappresentanza del mondo del lavoro, operai, cassaintegrati e lavoratori delle cooperative sociali.
La processione Venerdì, invece, dopo la celebrazione della passione di Cristo, con la lettura del vangelo della passione e l’adorazione della croce, alla quale ha preso parte anche il prefetto Gianfelice Bellesini, la serata di venerdì è stata caratterizzata dalla processione del Cristo morto, che partita dalla chiesa di San Francesco, ha percorso le vie del centro per poi concludersi in Duomo.
La veglia Sabato sera, dalle 22.45 il vescovo presiederà la veglia pasquale nel corso della quale sarà benedetto il fuoco nuovo e l’acqua del fonte battesimale
La Pasqua Domenica, infine, il vescovo presiederà la celebrazione della Pasqua di resurrezione con due celebrazioni alle 11 nella Concattedrale di Narni e alle 18 nella Concattedrale di Amelia.
