Le lavoratrici e il loro consulente

di M.T.

Stavolta l’attacco è frontale. E pesante. Soprattutto perché il sindacato chiama in causa o, meglio, in soccorso l’assessore regionale alle politiche sociali, il sindaco di Terni, il direttore generale dell’Asl2 e il direttore provinciale dell’Inps Terni.

La cooperativa Obiettivo della Cgil regionale è la cooperativa Aidas e il sindacato, dopo aver ricordato che «più volte ha sollecitato un confronto, per definire tutte le azioni necessarie a garantire la sostenibilità dell’impresa e contemporaneamente il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori senza di fatto aver avuto alcuna risposta utile», denuncia quella che definisce «l’ormai insostenibile situazione che interessa gran parte dei soci e delle socie, che da mesi non percepiscono più il loro stipendio, pur continuando con responsabilità e dedizione a garantire i servizi a loro affidati».

I licenziamenti La crisi e la mancanza di stipendi, secondo la Cgil, «non ha, però, nulla a che vedere con la crisi economica che investe le aziende italiane, visto che la Asl, secondo le nostre informazioni, paga puntualmente, così come gli altri enti appaltanti». A giudizio del sindacato, insomma, è necessario che il consiglio di amministrazione affronti, subito, la situazione, «definisca un piano di rientro, un piano per la sostenibilità dell’impresa e, senza ulteriori attese, definisca il pagamento degli arretrati degli stipendi alle lavoratrici e ai lavoratori che con questo salario vivono e spesso mantengono, da sole, anche i figli». Senza dimenticare «la vicenda che ancora interessa 4 socie lavoratrici, licenziate senza alcun motivo e ancora in attesa del reintegro nel loro posto di lavoro ».

Le richieste All’assessore alle politiche sociali della regione la Cgil chiede «un’attenta verifica della situazione economica e societaria in cui versa la cooperativa in questione», ma non solo, perché il sindacato ribadisce «la necessità, già evidenziata, di riaprire un confronto regionale sul mondo della cooperazione sociale, sulle difficoltà che emergono per la sostenibilità delle imprese e per la garanzia occupazionale». Secondo la Cgil è «inaccettabile che le pubbliche amministrazioni che hanno in appalto servizi con le cooperative siano silenziosamente complici di gravi lesioni di diritti individuali dei lavoratori e delle lavoratrici che operano comunque con una ‘funzione pubblica’».

L’ultimatum Al sindaco, al direttore dell’Asl 2 e al direttore dell’Inps viene invece chiesto di attivarsi «con urgenza per porre fine a questa insostenibile situazione e per garantire il pieno rispetto da parte della cooperativa Aidas delle norme contenute nella gara d’appalto, in particolare il rispetto delle norme contrattuali. Si è infatti di fronte a una palese contravvenzione dei diritti dei lavoratori per la mancata corresponsione, ormai da molti mesi, delle retribuzioni». Se non avrà risposte «entro 10 giorni», la Cgil annuncia che darà il via «alle necessarie azioni vertenziali e legali nei confronti della cooperativa».

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