di M.T.

Li avevano chiamati ‘piani triennali di miglioramento’ e, a luglio del 2012, quando l’amministrazione comunale di Terni li aveva proposti ai sindacati, li avevano accettati tutti. Tranne la Cgil, che aveva denunciato «l’incertezza e l’indefinitezza della proposta».

Nove mesi E adesso il sindacato di categoria, la Fp-Cgil, presenta il conto: «A nove mesi da quell’accordo possiamo dire che avevamo ragione noi: si sono infatti perse le tracce di ogni progetto di miglioramento e di riorganizzazione dell’ente, così come ricordato anche da altre organizzazioni sindacali e che allora erano convinte che la proposta del Comune di Terni rappresentasse una buona soluzione di razionalizzazione della spesa e di miglioramento dell’efficienza dei servizi erogati».

Gli sprechi Il sindacato, poi, insiste: «Noi vogliamo riorganizzare, vogliamo innovare, vogliamo aumentare la qualità e l’efficienza dei servizi, vogliamo rivedere l’organizzazione del lavoro, vogliamo valorizzare il lavoro pubblico e le professionalità presenti. Perché è necessario aggredire sprechi ed inefficienze, nella pubblica amministrazione, attraverso un riordino della macchina amministrativa ed è certo che il Comune di Terni abbia bisogno di migliorare la sua efficienza».

La riorganizzazione Per fare questo, conclude la Fp-Cgil, «si operi l’innovazione ed il miglioramento, attraverso una riorganizzazione che vada nella direzione della semplificazione e possibilmente della riduzione dei costi: questo può iniziare, come da tempo già sosteniamo, con la rivisitazione dell’attuale organizzazione e in particolare con la rivisitazione degli incarichi di responsabilità, le cosiddette posizioni organizzative. Perché non è più il tempo dell’attesa e del rinvio, è il tempo del coraggio e delle scelte, è il tempo di agire una buona amministrazione e una buona politica».

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