La protesta contro la centrale

di M.T.

La protesta del comitato ‘Salviamo la Valnerina’ di Arrone è arrivata nelle stanze della Regione. La seconda commissione consiliare ha infatti ricevuto una delegazione del comitato, che ha riproposto le proprie preoccupazioni per la costruzione della centrale ad oli vegetali, i cui lavori sono comunque fermi dallo scorso mese di giugno e quindi non ancora operativa.

La centrale Una volta attiva, hanno ricordato i membri del comitato, «la centrale emetterà nell’atmosfera, 76 milioni di metri cubi di fumi all’anno e per funzionare avrà bisogno di 2100 tonnellate di olio, determinando ulteriori problemi legati all’approvvigionamento, alla qualità, al loro reperimento e quindi al trasporto». Sarebbe, questo, il risultato «degli importanti incentivi economici che sono alla base del proliferare di questi impianti, che spesso contrastano con le stesse logiche di mercato – hanno ricordato gli ambientalisti – e questo dovrebbe promuovere una seria riflessione sulle scelte da operare in tema di energie rinnovabili».

La commissione I componenti l’organismo di palazzo Cesaroni, pur sottolineando le oggettive difficoltà che si frappongono ad un intervento sul caso specifico, perché ogni eventuale modifica normativa non potrebbe essere comunque retroattiva, hanno invitato il presidente Chiacchieroni a convocare, a breve, l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti, per avere dettagliatamente chiara la vicenda per quanto concerne i vari passaggi autorizzativi. E se questo non fosse sufficiente, la commissione chiamerà in audizione la Provincia di Terni e lo stesso Comune di Arrone.

La Valnerina Perché, hanno ricordato i membri del comitato «simili decisioni contrastano con la vocazione della Valnerina; non vanno nella direzione dell’interesse pubblico; danneggiano l’ambiente ed il territorio», visto che la centrale è stata costruita a pochissima distanza dall’area regionale protetta del Parco fluviale del Nera, a soli sei chilometri dalla Cascata delle Marmore».

Il comitato Soddisfatti, anche se solo in parte i rappresentanti del comitato ‘Salviamo la valnerina: «I consiglieri regionali – dicono – hanno ammesso gli errori di valutazione nel momento in cui hanno dato mandato alla giunta regionale di modificare il regolamento, senza tenere conto delle peculiarità del territorio umbro». Ma il rischio che la centrale venga ultimata ed avviata resta in piedi: «La nota positiva, però – concludono è la volontà espressa dai consiglieri regionali di invertire la tendenza per quanto riguarda la questione energetica in Umbria, andando a modificare il piano regionale energetico e il relativo regolamento di attuazione».

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