L'esterno della casa delle musiche (foto U24)

di Francesca Torricelli

Sembrava un progetto davvero ambizioso, in grado di soddisfare le esigenze delle band, delle associazioni e dei musicisti locali, dotandoli di attrezzature all’avanguardia e a costo zero. La storia della ‘Casa delle musiche’ di borgo Bovio, sembra non trovare, però, ancora un lieto fine.

Il sogno Per capire meglio la vicenda dobbiamo andare indietro di circa dieci anni. Sì, più precisamente al 1998. «L’obiettivo era quello di realizzare un centro aggregativo all’avanguardia – spiega l’assessore alla cultura, Simone Guerra – in cui sperimentare, sia da un punto di vista tecnico che sociale, le nuove tendenze musicali giovanili, produzioni, concerti, didattica. Lo scopo era favorire la crescita di band e musicisti del posto, sperimentando nuove forme artistiche di produzione, registrazione e distribuzione del prodotto musicale. Che potesse mettere a disposizione, a costo zero, tutto il necessario, dall’acustica agli apparati fonici».

Il progetto La struttura, di 1000 metri quadrati su 3 piani, è sorta tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000. L’intervento «faceva parte – continua l’assessore – dell’ampio programma urbano complesso, noto come ‘Contratto di quartiere borgo Bovio – sant’Agnese’ e finanziato da Regione e comune di Terni, per oltre un milione e 347 mila euro. L’importo finanziato ha portato la struttura ad essere completata nella parte impiantistica per i due piani a terra dedicati alle aule didattiche, all’auditorium e al bar».

I problemi Un’opera mai finita, a causa della difficile gestione del cantiere e del fallimento della ditta edile. I costi lievitavano, con un incremento dal primo al secondo stralcio di 50 mila euro inseriti nella delibera del 2004, che lo scorso anno ha suscitato l’attenzione della procura della Corte dei conti. E così sono finiti in mezzo gli assessori dell’epoca, insieme ai dirigenti tecnici e all’architetto, responsabile comunale del procedimento. Il tutto si è complicato ulteriormente. Mancavano circa 100 mila euro per terminare. Niente. Lavori bloccati.

Oggi Secondo il Comune «il grosso è fatto e, grazie a vari residui di mutui esistenti, siamo riusciti a ricavare la somma che ci mancava. Abbiamo appaltato i lavori, che saranno principalmente concentrati sulle pavimentazioni, i soffitti e gli impianti. Dobbiamo solamente aspettare la burocrazia, ma nei prossimi giorni dovremmo iniziare e puntiamo di terminare entro l’estate». Ma, intanto la ‘Casa delle musiche’ si presenta con un piano seminterrato – il più ampio – allo stato di cantiere: muffa, sporcizia, impianti incompleti,
vetri rotti. Ai piani superiori, quasi pronti, si verificano perdite sui muri e dal tetto. L’esterno è malandato. In più, in circa dieci anni, è cambiato completamente il modo di fare musica e, forse, le sale attrezzate nel 2000 non saranno più adatte.

I ragazzi Nell’attesa della ‘Casa delle musiche’, i ragazzi sono costretti ad affittare delle stanze per poter suonare, facendo anche dei sacrifici ed impegnandosi comunque pur di coltivare la loro passione, credendo nelle loro potenzialità musicali. Ne fanno una questione di sistema e di mentalità, perché «in altri paesi europei sono le istituzioni come il Comune che aprono ai giovani musicisti apposite strutture per farli creare».

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