di Francesca Torricelli
Parlare di povertà non è mai piacevole perché suscita in noi paura ed insicurezza. Ma negli ultimi anni stiamo facendo l’abitudine a questa parola perché ci riguarda sempre più da vicino. In tal senso, l’Associazione di volontariato San Martino, per la gestione delle opere segno della Caritas diocesana di Terni, Narni ed Amelia, da anni opera in prima linea sul fronte abitativo mettendo a disposizione per italiani e stranieri luoghi di prima accoglienza.
Accoglienza La missione della Caritas, svolta anche attraverso la ‘San Martino’ «è quella di venire incontro ai bisogni dei poveri», ci spiega Claudio Daminato, direttore della Caritas diocesana di Terni, Narni e Amelia. «L’obiettivo primario è quello di dare con fatti concreti la testimonianza dell’amore di Dio. I fatti si traducono in accoglienza per le persone che non hanno un posto per dormire, una mensa per chi ha bisogno di mangiare, ma la cosa principale è l’ascolto delle persone per consentire di dare loro una qualche speranza».
Il centro di ascolto «I servizi che vengono espletati – continua Daminato – sono quelli della prima accoglienza, dell’ascolto, dell’orientamento, di fornitura di vestiario, di servizi per la cura personale, di erogazione biglietti viaggio di erogazione di buoni spesa e buoni rosticceria, sistemazione provvisoria in alloggio e case di accoglienza. E della presa in carico indiretta con la strutturazione di un progetto alla persona con il coinvolgimento di altri servizi presenti sul territorio».
Aiuto alimentare Offre un servizio alle parrocchie della Diocesi di Terni, Narni e Amelia che quindicinalmente prelevano i generi alimentari che poi distribuiscono agli indigenti residenti nei vari territori parrocchiali. L’Aiuto alimentare organizza annualmente raccolte alimentari ed è attualmente gestito da due volontari.
Ospedale della solidarietà Oltre a tutto questo «abbiamo un servizio che si chiama ‘Ospedale della solidarietà’ – racconta ancora il direttore della Caritas – un punto di ascolto per i minori sostanzialmente, extracomunitari, dove operiamo in interventi salva vita. In questo periodo, ad esempio, ne abbiamo in corso uno con un bambino di 4 anni con problemi di leucemia. Il nostro compito è di cercare, sul territorio italiano, un ospedale disposto a prendersi a carico i costi di questo tipo di interventi».
Il carcere Un altro luogo importante dove «noi operiamo attivamente è il carcere. Il mondo carcerario è un altro capitolo forte legato alla povertà, perché la maggior parte della gente che è dentro spesso è sola e non ha niente. Mediante l’azione di volontari, il centro di ascolto si prende carico di percorsi che non si esauriscono fra le mura di un carcere. La sfida della Caritas tramite l’Associazione San Martino è quella di promuovere cammini di riconciliazione rispettosi delle istituzioni, attenti alle famiglie dei detenuti e alle vittime del reato».
Volontari «Abbiamo un gruppo di giovani con i quali stiamo lavorando sul tema, appunto, del volontariato per poter proporre ad altri giovani il discorso del volontariato. Una cosa che tengo a sottolineare è che serve sempre più gente disponibile ad aiutare chi è meno fortunato. Alle volte non bastano i soli aiuti economici, servirebbe anche riuscire a seguire queste persone. Per questo abbiamo bisogno di più gente possibile che sia disposta a regalare un po’ del proprio tempo»
Numeri Nel mese di ottobre 2013 nel nuovo centro Caritas Sant’Antonio in via Vollusiano, 123 persone hanno fatto un colloquio tramite le operatrici e volontarie del ‘Centro di ascolto’. Sono state fatte 46 docce, da italiani e stranieri. «Ogni volta che una persona ha usufruito del servizio doccia e barba – spiega il presidente dell’Associazione ‘San Martino’, Francesco Venturini – gli sono stati consegnati oltre i prodotti per l’igiene anche un telo da bagno e un cambio consistente in uno slip, un paio di calzini e 1 maglia di cotone». Del servizio di distribuzione abbigliamento hanno usufruito invece 175 persone, a cui sono stati forniti 2.164 capi di vestiario.
Le polemiche Il nuovo centro Caritas Sant’Antonio in via Vollusiano ricordiamo, però, non ha avuto un inizio facile. A giugno, nel giorno della sua inaugurazione i residenti lamentavano il fatto che «in una via di 70 metri ci sono tre luoghi di culto. Ora il nuovo centro Caritas. Qui è un viavai continuo, temiamo per la sicurezza e il decoro». Claudio Daminato, ancora oggi, tiene a sottolineare che «non sarà un dormitorio, ma d’inverno – quando la temperatura scende sotto zero – la struttura potrà essere utilizzata per accogliere alcuni indigenti. Lo abbiamo fatto per anni nella parrocchia di Sant’Antonio, sempre senza problemi e solo per proteggere chi non ha nulla, quando fa tanto, troppo freddo».
Gli italiani «Il dato drammatico è che aumentano le richieste da parte degli italiani e il problema primario ora è il dove far dormire le persone che vengono a chiederci aiuto, anche italiani appunto. Non sappiamo dove farli dormire. Attualmente tra terni, Narni e Amelia accogliamo oltre 150 persone, sia italiani che stranieri. Il problema sono le famiglie di italiani che si trovano difronte a degli sfratti e sono costretti a dormire nei garage o nelle macchine. La situazione va sempre peggiorando e il dato più allarmante sono le sempre più frequenti richieste da parte degli italiani».
