Sopralluogo sulle torri n pericolo

di Fra. Tor.

Si chiama ‘Save identities’ ed è un progetto che punta alla valorizzazione delle testimonianze storiche e torri medievali dislocate sugli speroni di Sant’Erasmo, Cesi e Piedimonte che, denunciano gli ambientalisti, «si stanno letteralmente sbriciolando».

‘Restauratori senza frontiere’ Per fare il punto della situazione e programmare gli interventi più urgenti, racconta il vice presidente di Italia Nostra, Giuseppe Cassio, «abbiamo pensato di coordinarci con il gruppo di professionisti italiani del restauro che hanno dato vita alla onlus ‘Restauratori senza frontiere’ e siamo andati  a constatare, insieme, il grave stato conservativo delle fortificazioni e l’urgenza di avviare una serie di interventi provvisori, ma indispensabili per arginare ulteriori danni che rischiano di scalfire il volto di un territorio, come quello ternano, espressivo di un’identità dimenticata composta da una fitta maglia di fattori naturali e antropici».

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Le torri In tal senso, insiste Cassio, «le torri e le rocche sono documenti irrinunciabili, come il paesaggio che le circonda, e chiedono interventi concreti e improcrastinabili perché gli sia consentito di continuare a svolgere la loro funzione naturale ossia quella di tramandare la grande storia della ‘conca’ ed essere finalmente fruibili dal pubblico rilanciando l’attività turistica di tipo escursionistico sul territorio».

Il progetto Quella alla quale si sta ragionando è una  scelta «che persegue scelte ragionate e altamente qualificate, con il saggio uso delle risorse – dice il vice presidente di Italia Nostra – e una piena fiducia nel coinvolgimento delle realtà locali che si facciano protagoniste e mecenati del proprio habitat, nella convinzione che tutto si perde con l’indifferenza, tutto si guadagna con la conoscenza». Secondo Giuseppe Cassio, infatti, «l’uso oculato delle risorse disponibili e un programma di conservazione preventiva rallenterà il degrado delle strutture difensive medievali e assicurerà la fruibilità continuativa per lo sviluppo del turismo culturale ed escursionistico».

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