Una mensa scolastica. Foto generica archivio

Corpi estranei nel pranzo dei bambini, dove una vite, dove una mosca e non sono le uniche irregolarità riscontrate ma senza dubbio le più eclatanti, insieme a carne verdognola, merluzzo secco e con lisca, pasta non somministrata per sugo maleodorante, cibo privo di tracciabilità, pulizia inadeguata dei refettori, sapore sgradevole del pasto e porzioni insufficienti. Scene apparse agli occhi di mamme e papà, riscontrate in diversi istituti della città tramite controlli a campione (il più recente risale al febbraio 2016); episodi talvolta protocollati e segnalati dalla direzione comunale competente alla ditta gestrice, la quale però non sarebbe mai stata multata come invece pare prevedesse il bando. Una relazione dettagliata delle ispezioni choc rivendicate dal Comitato commissari mensa dovrebbe giacere sul tavolo della commissione presieduta dal grillino Federico Pasculli, quella denominata ‘Controllo e garanzia’ che si sta occupando del caso. I genitori attendono per questo risposte dalla direzione Servizi educativi scolastici e dalla Asl.

Mense La refezione scolastica torna sotto i riflettori e dopo i commenti trionfalistici di Uil e Cgil e quelli polemici del Cosec, ecco che arriva anche il commento del Comitato commissari mense sul bando per la gara di affidamento del servizio: «Il nuovo capitolato – scrivono – è stato presentato giovedì scorso, ai soli soggetti che avevano partecipato ai lavori di marzo e aprile: dirigenti scolastici, rappresentanti di Cgil e Cisl, associazioni di consumatori, genitori rappresentanti delle Commissioni Mensa e del nostro Comitato. La Uil e il Cosec non hanno nulla da festeggiare né reclamare, loro non c’erano».

Abbastanza soddisfatti «Molte delle buone proposte scaturite nel tavolo di lavoro sono state recepite – dichiarano – a partire dall’obiettivo principale del mantenimento delle cucine in loco, per seguire con la garanzia sulla qualità degli alimenti, l’uso di stoviglie ecocompatibili, maggiori controlli e sanzioni più chiare, orari minimi degli addetti, manutenzione di cucine e attrezzature, trasparenza e accessibilità tramite un portale web, istituzione di una commissione mensa cittadina. Non è stata però una vittoria su tutti i fronti. L’Amministrazione è rimasta sulla posizione già preannunciata, anche se fortemente criticata: sarà una concessione di servizi. Ceduta quindi, oltre all’acquisto delle derrate e la preparazione dei pasti, anche la gestione delle iscrizioni e della riscossione delle rette. Resterà invece al Comune la definizione delle rette, dei criteri di agevolazione, dei menù e della qualità degli alimenti».

Tavoli partecipativi Non solo nel merito della questione, il comitato entra pure nel metodo e contesta a Cosec e Uil di non esserci stati: «Quando il Comune di Terni ha aperto il tavolo di lavoro, è stata concessa a tutti la possibilità di partecipare, ma molti non hanno voluto, per protesta o scelta politica, atteggiamenti che non ci appartengono. Siamo stati lasciati completamente soli nel nostro confronto con l’Amministrazione, e anzi, primi ed unici che si sono preoccupati di fare un sopralluogo anche nel centro unico di cottura, da cui partono i pasti per diverse scuole. Abbiamo scritto all’ufficio Scolastico del Comune sollecitando sanzioni alla ditta, abbiamo ripetuto i sopralluoghi, ripubblicato i risultati. Ma la dirigente del Comune e la Asl – attaccano – in questi anni che hanno fatto? Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza».

Gara d’appalto «Il nuovo bando va approvato subito –concludono – e vanno subito chiarite la questione delle agevolazioni per le diverse fasce Isee, e convocate le parti per scrivere sia la nuova Carta dei servizi che il regolamento per la Commissione mensa cittadina. Il confronto su questi temi non va rimandato e noi, come sempre, ci saremo con le nostre proposte e soprattutto saremo ancora a vigilare sull’effettiva gestione del servizio, sperando che ancora più genitori prendano coscienza dell’importanza del ruolo che, tramite le commissioni mensa, possiamo svolgere per garantire ai nostri bambini un cibo di qualità».

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