di M.R.

Proprio nei giorni scorsi il comitato emergenza bonifica di Papigno ha riacceso i riflettori sulla questione chiedendo alle istituzioni le intenzioni di intervento sull’area dell’ex discarica, fortemente inquinata per la presenza di metalli pesanti. Una prima risposta è arrivata dalla terza commissione consiliare permanente del comune di Terni.

La bonifica Innanzitutto va sottolineato che il progetto dell’Arpa per bonificare l’area esiste ma è fermo ad una fase preliminare. Perché entri nel vivo, c’è bisogno di quelle che tecnicamente vengono definite le ‘caratterizzazioni’, vale a dire le analisi, di cui deve occuparsi palazzo Spada, necessarie a rendere esecutivo il progetto stesso. I residenti di Papigno, dunque, possono star tranquilli che i soldi provenienti dal Ministero di cui parlava l’assessore regionale all’ambiente Silvano Rometti saranno impiegati per bonificare l’area dell’ex discarica e se i tempi si allungano è solo per questioni tecnico-burocratiche.

La linea Intanto per quel che concerne almeno una parte della zona da bonificare, la terza commissione attraverso un atto approvato all’unanimità martedì pomeriggio ha suggerito la fitorimediazione. Questo l’indirizzo politico del gruppo presieduto dal consigliere dem Sandro Piermatti, che vuole impegnare il sindaco e la giunta a perseguire la strada del recupero e del riuso delle biomasse, adottando la coltivazione della canapa, nota anche come cannabis sativa, escludendo l’incenerimento dei residui biologici come invece attualmente previsto dal piano di bonifica.

Gli studi A seguito di una audizione con l’assessorato all’ambiente del comune di Terni e i rappresentanti di Arpa Umbria è emersa infatti la possibilità di un’ampia manovra nella scelta delle essenze vegetali, senza alcun rischio di compromettere l’iter ministeriale del piano di bonifica. Gli studi tecnici hanno inoltre rivelato che le caratteristiche tecnologiche della cannabis sativa permettono proprio il riutilizzo dei terreni contaminati da metalli pesanti come nel caso di Papigno.

L’atto Nel documento redatto dalla terza commissione si fa riferimento anche alla realizzazione di una foresta urbana che, oltre al rimboschimento, restituirebbe ai residenti di Papigno uno spazio fruibile e alla messa in sicurezza della zona contaminata attraverso lo sbarramento degli accessi. Ma su questi e su tutti gli altri indirizzi politici, dovrà esprimersi il consiglio e in ultima istanza, come sempre, la giunta.

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