«La mega insegna luminosa a Galleto è un insulto a Bazzani». Così la definisce l’avvocato Marco Sansoni di Italia nostra.
Centrale di Galleto a Terni Da mesi la scritta Erg campeggia sulla facciata di quello che è considerato un simbolo dell’architettura del primo Novecento. La centrale idroelettrica a due passi dalla Cascata delle Marmore. E, se di giorno la si può non notare, di notte certamente non sfugge: «C’è voluto l’avvento dell’industriale Garrone – commentano dall’associazione -, si tratta di una magniloquente palazzina progettata quasi un secolo fa da Cesare Bazzani. Né Enel, né Endesa, né E.On, pur ampiamente disattenti sullo stato dei propri immobili, si erano permessi di toccare lo storico edificio. E chi in passato lo fece, come la Società Terni, mostrò ben altra misura e classe. Ma è questione di stile: forse qualcuno ha scambiato Galleto per una stazione di servizio».
Erg hydro Un’insegna, secondo Italia nostra, contraria agli equilibri estetici ma l’associazione va oltre: «Sta crescendo – denuncia Sansoni – il degrado visuale di un’area di particolare pregio ambientale naturalistico e architettonico, la Valnerina e la zona delle Marmore sempre più attaccate dal modernismo pubblicitario. Il fatto che Garrone abbia riversato alla E.On 950 milioni di euro per la concessione idroelettrica – ammonisce – non autorizza comunque iniziative del genere. Anziché violentare l’architettura di Cesare Bazzani Erg piuttosto rilasci l’acqua nei corpi fluviali secondo quanto stabilito dalle normative internazionali, a partire da quei 4,5 mc/sec individuati anni fa da Arpa e Università di Perugia quale flusso minimo riservato alle Marmore, eviteremmo figuracce coi turisti».
