di Marco Torricelli
L’allarme, lanciato dal ‘Comitato NO inceneritori’, adesso diventa un incubo. Tecnocentro-Tecnofin avrebbe effettivamente ceduto gli impianti dell’inceneritore Printer alla Tozzi Renewable Energy di Mezzano (Ravenna). Che li vorrebbe rimettere in funzione.
La protesta L’azienda, avevano detto gli ambientalisti «attraverso la Terni Biomassa, appositamente costituita, vorrebbe riattivare quegli impianti di Maratta, per dar vita ad una centrale a biomasse sul modello di quelle che ha disseminato in Puglia». Un’operazione che definiscono figlia «dell’ennesima speculazione economica legata agli incentivi pubblici per le fonti ‘rinnovabili’».
I permessi Il comitato aveva anche chiesto a «sindaco e presidente della regione» di verificare urgentemente se l’impianto Printer è in possesso dell’Autorizzazione integrata ambientale e la sua eventuale durata, ma soprattutto ad impedire quest’ulteriore affronto alla città, che ha già il suo bel da fare con l’inceneritore di Acea, per il quale la partita è ancora aperta». Ecco, pare proprio che quell’impianto sia ancora in possesso di tutte le autorizzazioni – da quella ministeriale fino a quella provinciale – almeno fino al 2019.
Il Comune L’assessore Luigi Bencivenga ha il, corposo, fascicolo sotto il braccio: «Me lo porto a casa e me lo studio in questi giorni di festa – promette – anche se le nostre competenze e, di conseguenza, le possibilità di intervento, sono praticamente nulle». E allora? «Quello che potremo fare, e lo faremo – garantisce – sarà di verificare, intanto, il reale stato dell’arte e poi, nel caso in cui la decisione dell’azienda sia confermata, dar vita ad un’attività di controllo serrato, in collaborazione con l’Arpa, del livello di emissioni nell’aria».
Le polemiche Nei giorni scorsi, oltre agli ambientalisti, ad alzare la voce contro l’ex Printer erano stati anche l’Udc e Rifondazione comunista. I primo ne aveva chiesto «la demolizione a carico di chi l’ha voluto e realizzato. Possibilmente anche di coloro che l’hanno sponsorizzato e favorito in tutti i modi», mentre il secondo aveva ricordato che «gli accordi di programma, con i quali le forze di sinistra e di centrosinistra si presentarono agli elettori vincendo le amministrative del 2009, prevedono che a Maratta, al posto del polo dell’incenerimento, deve sorgere il polo del Recupero e del riciclo».
