di M. To.
Adesso la faccenda si complica. Perché emergono possibili dissidi tra amministrazioni locali e perché sul Comune di Terni pende una velata, nemmeno tanto, minaccia di ‘citazione per danni’. E pure una diffida, che arriverà martedì, da parte del comitato ‘No inceneritori’.
L’inceneritore La faccenda è quella della paventata riaccensione dell’ex inceneritore Printer – sul quale sono in corso lavori ‘di manutenzione’ da parte della terni Biomasse – ma alla quale il Comune di Terni ha fatto sapere che, almeno per il momento, quell’impianto non potrà ripartire. Chiamando in causa anche la Provincia e ricevendo, da Terni Biomasse, una replica nella quale, oltre alle classiche controdeduzioni, si paventerebbe anche una possibile richiesta di danni. Che sarebbe pure piuttosto onerosa.
L’intreccio In Provincia, però, dice Fabio Neri, del comitato ‘No inceneritori’- non risulta depositata alcuna comunicazione di entrata in esercizio entro il 2012 dell’impianto ex Printer, ora Terni Biomassa della Tozzi Holding. Questo significa che l’impianto non ha ancora ricevuto, da parte del gestore dei servizi energetici (Gse), la qualificazione a impianto alimentato a fonti rinnovabili (Iafr). Senza questa non può accedere al sistema di incentivazione dei certificati verdi, il vero business delle così dette energie rinnovabili».
La Provincia E da palazzo Bazzani arriva la conferma che «allo stato attuale non esiste alcun procedimento autorizzativo avviato, né alcuna procedura di modifica autorizzativa in corso. Qualora il soggetto proponente presentasse istanza di aggiornamento dell’attuale autorizzazione, la Provincia avvierà il procedimento unico in Conferenza dei servizi, valutando ogni aspetto ai fini della tutela della salute e dell’ambiente e garantendo la puntuale informazione al pubblico anche con riferimento alle recenti modifiche intervenute sul testo unico ambientale».
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L’iter autorizzativo L’amministrazione provinciale spiega, però, che «l’impianto Printer è stato autorizzato dal ministero delle attività produttive a marzo del 2000, dopo una fase istruttoria nel corso della quale la Regione Umbria, esprimeva parere favorevole all’intervento. Tale parere recepiva le conclusioni tecniche di un apposito gruppo di lavoro composto dai rappresentanti della Regione stessa, della Provincia e del Comune di Terni».
La qualifica A questo punto, dice il comitato ‘No inceneritori’, l’unica possibilità per Tozzi per ricevere gli incentivi potrebbe essere una sua ‘qualifica a progetto’, che prevede l’entrata in esercizio nell’arco di tre anni. Ora Tozzi infatti sta facendo i lavori di revamping grazie ad una comunicazione di inizio attività fatta il 18 maggio 2011 dall’allora Printer. Quindi il termine ultimo per la comunicazione di entrata in esercizio dell’impianto sarebbe il 18 maggio 2014, tra qualche settimana».
La fretta I tempi molto stretti, insomma, «giustificherebbero la richiesta di procedura abilitativa semplificata (Pas), chiesta da Tozzi al Comune di Terni nel mese di aprile. Ma noi riteniamo – dice il comitato ‘No inceneritori’ – che oltre alla Conferenza di servizi, per concedere se mai una Autorizzazione unica, debba essere svolta anche la procedura di valutazione di impatto ambientale (Via), che negli anni passati non è stata invece predisposta».
Gli incentivi Secondo gli ambientalisti, peraltro, «non sarebbe comprensibile un investimento su un impianto se da questo non giungessero i lauti profitti degli incentivi; il guadagno sarebbe originato solo dal conferimento dei rifiuti industriali per i quali l’impianto è stato autorizzato nel 2009 dalla Provincia: atto valido fino al 2019».
La diffida Il comitato ‘No Inceneritori’, annuncia Fabio Neri, «depositerà una diffida al Comune di Terni martedì 29 e lancia già da ora una assemblea pubblica per il 3 maggio, che organizzeremo in una piazza pubblica». Nella diffida, sui contenuti della quale non si sbilancia molto, verranno «sollevati interrogativi di carattere amministrativo, ma anche legali, messi a punto da alcuni consulenti che stanno lavorando per noi».
