Il rettore Bistoni questa mattina durante l’inaugurazione (foto Toni-U24)
Il rettore Bistoni questa mattina durante l’inaugurazione (foto Toni-U24)

di Fabio Toni

Venerdì mattina sono stati aperti gli edifici A e C che contengono gli spazi per la didattica e i laboratori di ricerca. L’inaugurazione vera e propria della nuova facoltà di Medicina del polo di Terni (destinato forse a cambiare nome) è in programma fra poco meno di un mese, quando verrà consegnato anche l’edificio B, sede dei laboratori, degli studi dei docenti e dei servizi amministrativi. La prima apertura è servita comunque per fare il punto sull’università ternana, anche alla luce della ricerca promossa dalla Diocesi che invita a concentrare gli sforzi in due direzioni: nelle biotecnologie mediche e nella chimica verde.

Bistoni: pronti al dialogo Sollecitato sulle proposte, il rettore Francesco Bistoni ha ricordato l’incontro del 2001 con l’allora sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Micheli, che lo invitò a palazzo Chigi per dare continuità alla presenza dell’università a Terni. «Quel giorno gettammo le basi per un progetto importante – ricorda Bistoni – Già allora dissi che c’era bisogno di un progetto e di soldi per realizzarlo. Le risorse furono articolate in varie tranche, sulla base di un accordo di programma. Per i contenuti, fui proprio io a proporre di puntare su una facoltà di biotecnologie e, in ambito medico, in programmi di ricerca su Aids, malaria e Tbc». Poi, col passare degli anni, la facoltà di biotecnologie ha preso la strada di Perugia: «Le vicende politiche, inclusi i finanziamenti che vennero prima dimezzati dal ministro Moratti e poi definitivamente cassati, imposero lo stop a quel progetto. Noi abbiamo comunque compiuto grandi passi, portando professionisti di spessore mondiale, creando laboratori e lo stesso centro di genomica in un disegno generale che comprende Perugia e Terni e infine creato questa struttura che oggi viene messa a disposizione della comunità. Spazi essenziali per portare a Terni la ricerca e far sì che l’università sia ancora una presenza importante in questa città».

UNIVERSITA’, LO STUDIO DI DIOCESI E SINLOC: CAMBIARE PASSO O SARA’ FALLIMENTO

La nuova struttura della facoltà di Medicina (foto Toni-U24)

Questione di soldi Sulle proposte avanzate dalla Diocesi e dal professor Giuseppe Croce, le aperture del magnifico rettore non mancano: «Siamo disponibili a un confronto su qualsiasi soluzione possibile per lo sviluppo del polo universitario ternano». Bistoni non lo dice apertamente, ma il confronto riguarda anche la possibilità che le ricerche sulle cellule staminali coordinate a Terni dal professor Angelo Vescovi, possano trovare spazio nella nuova facoltà. Ma a condizioni precise: «Servono idee e risorse adeguate – aggiunge Bistoni – Se a Terni in dieci anni sono stati reperiti oltre 13 milioni di euro, a Perugia nello stesso lasso di tempo ne sono stati mobilitati 2 miliardi. Questo per dare un ordine di grandezza. I progetti non si inventano senza risorse adeguate. Conosciamo i limiti e le possibilità della nostra esperienza ternana e mi sento di dire che abbiamo ottenuto risultati importanti».

Di Girolamo: fase nuova Il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha parlato di «fase nuova per il polo universitario ternano e per la sua facoltà più antica, su cui vogliamo investire per radicare l’università di Perugia nella nostra città. Per ottenere risultati – ha aggiunto – non si deve per forza litigare». Guardando al futuro il primo cittadino ha poi sottolineato l’esigenza di «coniugare didattica e ricerca». Il presidente della Provincia Feliciano Polli ha invitato la Regione a «stringere i tempi sulla riforma sanitaria che prevede due aziende ospedaliere integrate con l’università» e lo stesso invito lo ha rivolto all’ateneo in merito alla convenzione: «Perché si faccia chiarezza sulle strategie per il polo ternano, fondamentali anche per chi deve trovare le risorse da investire». Sulla ricerca promossa dalla Diocesi, Polli sottolinea come «i consigli facciano piacere ma non servano a risolvere i problemi. Il tema vero è quello delle risorse». Poi l’assessore regionale alla Sanità Franco Tomassoni: «Abbiamo sempre creduto nel polo ternano e da assessore al Bilancio, mi sono sempre attivato in prima persona. La regione sta facendo molto per l’università, dando fondo alle proprie risorse. Forse altre istituzioni devono fare di più, soprattutto sui fronti della sanità e della ricerca. Quest’ultimo punto è fondamentale per il futuro universitario a Terni».

Gli studenti: più coordinamento La palla è poi passata agli studenti, rappresentati da Alessandro Verona: «Se siamo qui è perché abbiamo mantenuto sempre un dialogo costruttivo, anche in occasione delle nostre iniziative di protesta. La facoltà di medicina di Perugia è seconda in Italia solo a quella di Padova e il polo di Terni rappresenta un elemento fondamentale per il raggiungimento di questo risultato. Se gli studenti da Terni migrano poi a Perugia, è solo perché le scuole di specialità vengono percepite come preponderanti nel capoluogo. Per il futuro – ha afferma il rappresentante degli studenti – c’è bisogno di coordinare sempre di più la didattica con i laboratori e la stessa azienda ospedaliera. I primi passi sono stati compiuti ma il nostro sogno è di avere presto un ospedale universitario di Terni».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.