di Re.Te.
Forse le fanno. A novembre. Le tanto discusse elezioni per il rinnovo della consulta degli immigrati, che si sarebbero dovute tenere nel marzo scorso, potrebbero insomma svolgersi prima della fine dell’anno. Un tema, quello degli immigrati, che anche di recente è stato oggetto di violente polemiche in relazione al centro Caritas di via Vollusiano.
A novembre «Le risorse economiche per consentire lo svolgimento delle elezioni sono disponibili e gli uffici comunali stanno predisponendo le procedure tecniche per poterle effettuare nel prossimo mese di novembre», ha promesso, lunedì mattina, il sindaco Leopoldo Di Girolamo ad una delegazione del comitato anziani e immigrati, che aveva chiesto un incontro proprio per approfondire questo tema e valutare lo stato d’avanzamento del percorso amministrativo verso l’indizione delle elezioni.
La conferenza Il sindaco e i rappresentanti del comitato hanno anche concordato l’organizzazione, «entro il mese di luglio, di una conferenza cittadina sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione», alla quale prenderanno parte «le istituzioni e le associazioni interessate, con l’obiettivo di definire in maniera più specifica il progetto a sostegno della nuova consulta degli immigrati».
A favore Sul tema si era più volte espresso Giocondo Talamonti, consigliere comunale del gruppo misto, «soprattutto perché gli immigrati residenti a Terni sono 12 mila senza considerare quelli dei comuni limitrofi che frequentano la nostra città per motivi di lavoro». La consulta, secondo Talamonti «può essere, quanto mai, utile a coltivare il rispetto della civile convivenza, delle leggi e delle norme della Costituzione italiana, delle relazioni e della potenzialità di integrazione».
Contro Massimo D’Antonio, consigliere provincia dell’Udc, invece, aveva espresso una posizione diversa: «La Consulta rappresenta uno strumento ormai vecchio», aveva detto. Chiedendosi poi «se i cittadini ternani avvertano maggiormente l’esigenza di una nuova Consulta degli immigrati anziché ritenere più opportuno investire quelle risorse per un potenziamento delle attività didattiche, formative e pedagogiche».
