di Francesca Torricelli
È estate. Sì, è vero, non si direbbe date le temperature, ma è così. Le agenzie di viaggio della città in questi giorni si riempono, nonostante il timore di partire per le vacanze estive con l’ombrello e non con l’ombrellone. Ma non è del tutto come sembra.
Il paradosso Le agenzie di viaggio «sono piene di gente in questo periodo e noi fatichiamo il doppio – spiega il titolare di un’agenzia di viaggio ternana – ma è un paradosso perché lavoriamo meno». Cioè? «Mi spiego meglio. La gente entra con delle idee, delle mete ambite. Noi illustriamo i posti e facciamo dei preventivi». E poi? «I clienti si rendono conto che l’idea che avevano non corrisponde alla realtà, i prezzi sono troppo alti e rinunciano».
La disillusione «Il nostro lavoro – continua – era bello, perché eravamo abituati a vedere entrare persone con il sorriso in faccia, ansiose di prenotare il loro tanto sognato viaggio. Certo, ci chiedevano anche di cercare offerte e last-minute, ma, ripeto, vedevo entrare gente allegra e sorridente. Oggi è tutto cambiato. Le persone entrano già con le facce tristi e rassegnate. Ci lasciano carta bianca sulle località, sulle date, l’unica frase ricorrente è ‘spendere il meno possibile’. Non c’è più il gusto di sognare o scegliere dei bei posti da visitare. C’è molta disillusione».
Un turismo di nicchia La cosa difficile da spiegare «alle persone che si affidano a noi per le loro vacanze, è come mai, in un periodo di così grande crisi, aumentino – a cifre spropositate – i prezzi di traghetti ed aerei. Il discorso è molto semplice. Rispetto a qualche anno fa, sono letteralmente dimezzati i trasporti, ad esempio per la Sardegna. Se prima erano 5 o 6 le compagnie, ora sono 2 e gli operatori sono costretti ad aumentare il costo del biglietto per compensare. Gli affitti degli appartamenti quest’anno in Sardegna sono praticamente svenduti, alcuni alberghi non hanno nemmeno aperto per la stagione. La maggior parte del turismo è concentrato in Puglia e Basilicata. La stessa logica è applicata per i viaggi all’estero, anche le compagnie aeree sono dimezzate e i tour operator sono costretti ad adoperare lo stesso metodo». Il consumo turistico «si allontana sempre più da un turismo di massa, per estendersi verso nicchie di turismi».
