di Marco Torricelli
Ha scelto il basso profilo, per presentarsi alla città. Ma il nuovo questore di Terni, Carmine Belfiore, non ha fatto mistero di essere uno a cui «piace indagare». Non potrà farlo «in prima persona, ma sarò sempre pronto a mettere la mia esperienza a disposizione dei miei collaboratori, se ci saranno inchieste importanti da svolgere». Beh, come dire, benvenuto in paradiso, allora.
Fiducioso Già, perché il 52 enne neo questore, originario di Rossano (Cosenza), sa bene – anche se lunedì mattina è rimasto molto sul vago, limitandosi a dire che «le informazioni che ho le ho raccolte leggendo gli organi di informazione» – che il lavoro non gli mancherà: le indagini da portare avanti; quelle sullo scandalo relativo alla Diocesi a quelle sul ferimento del sindaco nel corso della manifestazione per le acciaierie, le più intricate: «So di poter contare su un organico di prim’ordine – ha detto Carmine Belfiore – e questo mi fa stare molto tranquillo».
La città Le informazioni che ha ricevuto sulla città, spiega «mi fanno pensare ad una realtà sostanzialmente sicura – prosegue il questore – anche se so che è cresciuto l’allarme per i furti negli appartamenti e ci metteremo subito al lavoro per predisporre un piano di vigilanza mirato a dare più tranquillità ai cittadini». Non ci saranno, garantisce «rivoluzioni nella struttura organizzativa di una questura che ha confermato di saper lavorare molto bene, grazie anche all’opera di coordinamento del mio predecessore». Ma «se ci renderemo conto che servissero piccoli aggiustamenti, li faremo rapidamente»
La carriera Il neo questore di Terni, che lascia dopo due anni l’incarico di vice questore di Roma, ha guidato la sezione antiterrorismo della questura di Genova, per poi passare alla Digos di Roma, dove ha diretto le sezioni ‘informativa di sinistra’ e ‘terrorismo di sinistra’, ricoprendo anche l’incarico di vice dirigente. Ha anche diretto la ‘divisione operativa’ presso la direzione centrale della polizia di prevenzione, coordinando importanti indagini sul terrorismo, mentre, dal 2002 al 2007, ha ricoperto l’incarico di vice direttore del raggruppamento operativo centrale presso la presidenza del Consiglio dei ministri e quello di ‘capo centro terrorismo interno’.
