Un momento dell'incontro

di F.T.

Una città nella città: questo è Borgo Rivo, quartiere cresciuto a ritmi vertiginosi – specie quando il ‘mattone’ non era ancora in crisi – e che ha in sé tutte le contraddizioni tipiche di un’area fortemente urbanizzata, con un popolazione mediamente giovane e al tempo stesso con un numero elevato di residenti al di sopra dei 65 anni. L’incontro organizzato nei giorni scorsi dal locale circolo del Pd è servito anche a parlare dei bisogni, delle speranze e dei timori di chi vive in questo pezzo importante di Terni.

L’incontro, il primo di una serie di appuntamenti organizzati dal circolo e dal suo segretario Daniele Lombardini, ha messo di fronte i cittadini – una quarantina i presenti – e gli amministratori: il vicesindaco e assessore comunale al welfare Francesca Malafoglia, l’assessore all’urbanistica Francesco Andreani e il capogruppo del Pd in consiglio comunale Andrea Cavicchioli. Tanti gli argomenti toccati, non sempre in linea con le deleghe degli invitati, ma si sa: in questi casi ognuno fa presente ciò che non va e cosa può essere fatto, con i politici chiamati ad ascoltare e recepire le indicazioni. E in questo senso si parlare di faccia a faccia utile.

La piazza La discussione è partita dal luogo che l’ha di fatto ospitata: piazza della Meridiana, forse il punto più riconoscibile del quartiere. Uno spazio che presenta aspetti di degrado – legati anche all’inciviltà dei singoli – e che si vorrebbe più vissuto e partecipato. «Di recente hanno rovinato anche la meridiana, oltre alle grate e alle lastre di travertino – hanno detto i cittadini -. Servono più controlli e più manutenzioni, anche del verde. Magari impedendo ai mezzi di entrarci con troppa facilità». Fra le idee emerse per ‘rivitalizzarla’, l’installazione di nuovi punti luce, un po’ di verde in più e anche un piccolo spazio calpestabile dove i bambini possano giocare tranquillamente.

I problemi Piazza a parte, i temi affrontati – soprattutto sui fronti dei servizi, del decoro e della sicurezza, sono stati parecchi. Dai costanti allagamenti di via del Rivo quando le piogge sono più forti del normale (e su questo gli amministratori presenti annunciato la creazione di un collettore da parte dell’assessorato ai lavori pubblici che dovrebbe limitare il problema), ai disagi di via dell’Aquila (sconnessa e senza luci), via Vivaldi (frequenti allagamenti), via del Nibbio (buia e oggetto di furti in serie), via dei Gonzaga (dove è carente la manutenzione del verde), dei fossi a rischio e di tanti altri aspetti che stanno a cuore a chi vive qui. Non ultimo quello della sicurezza stradale, con l’ultimo grave incidente che ha scosso tanti.

La richiesta Alla fine il messaggio è arrivato più o meno così: «Questo quartiere ha fatto un sacrificio enorme a diventare così grande e densamente abitato. Ha pagato in termini di cemento, non ricevendo in cambio le infrastrutture che servono». E allora si è tornati a parlare del collegamento ciclopedonale con il centro città, chiedendo anche di migliorare la viabilità interna con la reintroduzione del senso unico in via del Rivo («perché il doppio senso è stato solo una manovra elettorale di qualcuno») e la sperimentazione di ‘zone 30’ (e su questo l’assessore Andreani ha mostrato una certa apertura). Ma si è chiesto anche di affrontare, una volta per tutte, il tema della metropolitana di superficie: ad oggi simbolo assoluto dello sperpero di soldi pubblici.

Programmare gli interventi A tirare le somme ci ha pensato Andrea Cavicchioli: «In campagna elettorale abbiamo sempre detto che dopo gli anni degli investimenti, ora è il momento di concentrarci sul decoro urbano, le manutenzioni e la riqualificazione dell’esistente. Lo faremo in base alle priorità che ci vengono indicate dai cittadini e credo che il tutto si possa realizzare in un periodo di tempo accettabile». A preoccupare i presenti sono soprattutto i tempi di realizzazione di un programma del genere: «Non chiediamo la luna – ha detto uno di loro – ma solo che il comune si prenda pochi impegni precisi, da rispettare. Poi magari fra un anno ci ritroviamo qui e vediamo insieme cosa è stato fatto».

Tristi monumenti Sulle due grandi incompiute della zona – il Tulipano (privato e tanto vecchio da essere entrato nella storia cittadina) e la metropolitana di superficie (pubblica e avviata sulla stessa strada) – l’assessore Andreani ha detto la sua: «Per il Tulipano c’è una nuova proprietà che speriamo dia seguito alle intenzioni di completare la struttura (ma con un mercato edilizio in recessione non sarà facile, ndR). Gli oneri di urbanizzazione previsti per il Tulipano, circa 530 mila euro, una volta siglato l’accordo serviranno a migliorare l’accesso alla struttura e a creare la tanto attesa pista ciclopedonale che unirà borgo Rivo e via Bramante».

L’incompiuta Per la metropolitana di superficie, invece, l’impressione è che si sia ancora alla teoria: «Bisogna capire cosa serve per farla funzionare e interrogarci sugli eventuali errori compiuti – dice l’assessore -. Non per puntare il dito contro qualcuno, ma per capire se il problema possa essere risolto in un’ottica diversa, sulla base dell’esperienza. Lo stesso vale per Villa Palma: quindici anni fa c’era la certezza ottimistica che il privato avrebbe potuto sempre risolvere i problemi e le carenze del pubblico. Poi  si è capito che le cose non stanno proprio così, ma che alcune possono essere fatte ed altre no».

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