di Marco Torricelli
La ‘festa dell’albero dei colori’ è una delle iniziative più sentite, da parte delle comunità straniere residenti in città. Organizzata dall’ufficio immigrazione della polizia di Stato, compie dieci anni e, come ha ricordato il questore Carmine Belfiore, «vuole essere il segnale, rivolto a qualsiasi immigrato, che arrivi o viva a Terni, che il rapporto con le forze dell’ordine può e deve essere sempre di apertura e collaborazione reciproca».
Il ministro Cécile Kyenge, alla quale i bambini delle diverse etnie hanno dedicato poesie, canti, brani musicali e balletti, si è detta «molto felice di essere qui, in questa comunità nella quale integrazione non è rimasta solo una parola, ma alla quale italiani ed immigrati sono riusciti a dare un significato concreto», ma la sue presenza è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione delle 26 famiglie italiane bloccate in Congo, tra di loro c’è anche una coppia di Deruta, con i loro bambini regolarmente adottati: «Stiamo lavorando, in collaborazione con il ministro Emma Bonino – ha detto il ministro Kyenge – per dare una rapida soluzione ad una vicenda drammatica»
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L’albero dei colori L’abete, allestito da bambini di diverse etnie insieme agli agenti, simboleggia proprio quell’integrazione che «cittadini, italiani ed immigrati, insieme alle istituzioni – ha ricordato il questore Belfiore – possono e debbono rafforzare ulteriormente». Al ministro Kienge – alla giornata di festa ha partecipato anche il sottosegretario al ministero dell’interno Giampiero Bocci – è stato chiesto se volesse anche lei contribuire alla decorazione dell’albero e lei non si è certo tirata indietro.
La festa Quella organizzata dall’ufficio immigrazione della questura è stata, soprattutto, una festa dedicata ai bambini, per i quali è stato organizzato un pomeriggio di giochi e non solo: le unità cinofile, ad esempio, hanno svolto una dimostrazione di come i loro splendidi animali siano in grado di trovare droga o esplosivi nascosti, ma ai piccoli è stato permesso di mettersi al volante delle auto (ovviamente a motore spento) di servizio e, manco a dirlo, di far suonare la sirena. In serata, poi, nei locali del Centro multimediale, si è tenuto il concerto della banda della polizia di Stato.
