di Fabio Toni

«Dove sono finiti i soldi per pagare i contributi alle famiglie in affitto? Dobbiamo ancora percepire quelli relativi al 2010. Dagli uffici comunali ci dicono che i fondi sono disponibili da tempo, ma non possono darceli. Tutto questo è assurdo». A lanciare la protesta è un gruppo di cittadini. Il contributo relativo al 2010, 505 mila euro in totale, è atteso da ben 333 persone.

I soldi ci sono… «Ai ritardi ormai ci siamo abituati – racconta una di loro – ma quest’anno la situazione è ancora peggiore rispetto al passato». I soldi erano attesi per la fine del 2012, già con un certo ritardo se si pensa che il contributo è relativo agli affitti pagati nel 2010. Nel frattempo sono passati altri quattro mesi, ma dei contributi neppure l’ombra: «Dagli uffici ci dicono che i soldi sono disponibili nelle casse del comune ma che non possono essere erogati per ragioni di bilancio».

…ma restano al Comune E in effetti è così. La somma, proveniente dal fondo nazionale gestito dal ministero delle infrastrutture e stornata dalle regioni, è stata già incassata dal comune nel corso del 2012. Perché allora viene trattenuta? «Per rispettare il patto di stabilità – spiega Elena Contessa, dirigente delle attività finanziarie comunali – da cui deriva la decisione di far confluire la cifra relativa al 2010 (504.690 euro) nell’avanzo di amministrazione vincolato».

La burocrazia Viene da chiedersi, allora, quando i cittadini potranno ricevere il sussidio. «La cifra – spiega la dirigente – verrà messa a disposizione dopo l’approvazione del bilancio preventivo da parte del consiglio comunale». Il termine ultimo è quello del 30 settembre, salvo ulteriori proroghe. L’anno scorso il bilancio fu approvato nel mese di luglio. Quest’anno si cercherà di fare prima: «Non è affatto semplice muoversi in un contesto in continua evoluzione. Le incognite, a partire dalla stessa Imu, non mancano. Ma faremo il possibile».

I dubbi Fra le opzioni per erogare il contributo-affitti in tempi accettabili, c’è quella di inserirlo fra i crediti che possono essere liquidati con il finanziamento che il comune intende chiedere alla Cassa depositi e prestiti entro il prossimo 30 aprile. Una somma, legata al recente decreto sblocca pagamenti, che servirà a restituire un po’ di ossigeno ai vari creditori del comune, fra cui numerose imprese e cooperative sociali. Anche qui, comunque, le incognite non mancano, visto che a fronte della richiesta avanzata da palazzo Spada (si parla di circa 20 milioni di euro) la Cdp dovrà poi stabilire l’importo del prestito che a sua volta verrà diviso in due tranche: metà entro giugno e la parte restante entro febbraio 2014.

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