di Francesca Torricelli
Rischiano di ritrovarsi in mezzo alla strada. I soci del Centro sociale ‘A.Volta’, nonostante siano stati anche vittime di un furto, nei mesi passati, che avrebbe potuto creare un clima di scoraggiamento, non ci stanno e lanciano un appello alle istituzioni locali.
Sos Un clima di grande sfiducia, all’interno nel Centro sociale. Due i motivi principali: «C’è una procedura di intimazione di sfratto dall’attuale sede che, peraltro – spiega il presidente, Mario Bartolini – è del tutto inadeguata rispetto al ruolo sociale e culturale che il Centro è in grado di svolgere». Dotati di locali idonei «potremo garantire iniziative di grande livello, quantitativo e qualitativo nel centro urbano della nostra città, dove vive una parte importante della popolazione anziana». Per risolvere questo problema «di sicuro interesse generale, è decisivo l’impegno e l’intervento della nostra amministrazione comunale».
Gli eventi Le iniziative che il Centro ha in programma «saranno, poi, completamente autofinanziate. Vorrei sottolineare, per importanza e qualità – dice Bartolini – l’evento cittadino dal titolo ‘Festa d’autunno’, che avrà al centro temi importanti: il ‘Progetto anziani per il futuro di Terni’ e la celebrazione dell’anno europeo della ‘cittadinanza attiva’. Inoltre l’edizione numero 19 del premio annuale ‘G. Flori’ dedicato a coloro che, durante l’anno, si sono distinti in opere o fatti a favore della popolazione anziana».
I progetti In cantiere, però, insiste il presidente, «ce ne sono di cose da presentare. Oltre che nell’ambito della legge regionale umbra per l’invecchiamento attivo, anche in quello degli altri bandi regionali, nazionali e della Comunità europea». In progetto ci sono «ad esempio, la pratica sportiva a favore degli anziani, i rapporti con le nuove generazioni e l’applicazione della psicologia alla sicurezza stradale». Inoltre «la difesa e lo sviluppo del Cesvol, che si vede ridurre contributi dalle fondazioni Carit. Richiediamo riforme normative anche sul volontariato».
Gli obiettivi Si mira «principalmente al rinnovamento. Tutte queste nostre iniziative nascono dalle esigenze culturali che hanno le ‘nuove’ generazioni di anziani. Sì, vanno bene le feste o le gite organizzate, ma – conclude Bartolini – negli ultimi hanno si sente il bisogno di qualcosa di più. I tempi cambiano, questi ‘vecchietti’ ora cercano qualcosa che li stimoli in maniera diversa e noi faremo di tutto per andare loro incontro. Ma abbiamo bisogno del sostegno del Comune, ma anche della Regione, perché tutto questo non muoia. E perché non muoiano, di conseguenza, le loro menti e i loro sogni ancora vivi».
